Strage a Tripoli, i giornalisti sono asserragliati nei sotterranei.

Martedì 23 Agosto 2011 10:23
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Si conclude in un bagno di sangue l'ultima guerra umanitaria della Nato

22/08/2011 10:58 | POLITICA - ITALIA -  http://www.peacelink.it/editoriale/a/34542.html

da peacelink.it 

Strage a Tripoli, i giornalisti sono asserragliati nei sotterranei. 

La propaganda ha presentato questo epilogo come una marcia trionfale, con le truppe di Gheddafi che si arrendono e la popolazione che fa festa. Invece è di centinaia di morti il bollettino di guerra, destinato a peggiorare perché in gioco non c'è la vita umana ma il petrolio libico 

22 agosto 2011 - articolo di Alessandro Marescotti 

In queste ore si sta consumando una strage a Tripoli. Alessandro Colombo, docente di relazioni internazionali all’Università degli Studi di Milano, ha parole amare: 

"La missione della Nato e l’intervento della comunità internazionale sono stati giustificati sulla base di ragioni umanitarie e sarebbe un disastro – per la Nato e per la comunità internazionale – se i ribelli, arrivati a Tripoli, facessero quello che la Nato ha impedito di fare a Gheddafi a Bengasi". 

La propaganda ha presentato questo epilogo come una marcia trionfale, con le truppe di Gheddafi che si arrendono e la popolazione che fa festa. Invece è di centinaia di morti il bollettino di guerra, destinato a peggiorare perché in gioco non c'è la vita umana ma il petrolio libico. 

Questa è una guerra cominciata nell'ipocrisia e che sta terminando nel cinismo. 

Doveva essere un'operazione per rompere l'assedio di Bengasi e si conclude con l'assedio di Tripoli. Il prima era cattivo, il secondo è buono. 
Doveva essere una "guerra umanitaria" per salvare vite umane e si conclude con un bagno di sangue. 

Doveva essere il trionfo dell'Onu e invece adesso l'Onu tace, completamente esautorato. 
La risoluzione Onu doveva servire al cessate il fuoco ma le milizie antigheddafi hanno detto che bisognava combattere fino alla vittoria, e hanno messo alla porta l'inviato dell'Onu, con il consenso della Nato. 

Non importa chi vincerà e quando. 
Questa guerra è una sconfitta per tutti coloro che l'anno sostenuta. 

Si conclude in un bagno di sangue l'ultima guerra umanitaria della Nato, una guerra per procura in cui non volevamo rimetterci i nostri uomini e abbiamo fatto morire gli altri. 
I vincitori di domani sono già pesantemente sconfitti oggi da questo spaventoso epilogo di sangue. 

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