Sui banchi dell'odio

Sabato 27 Agosto 2011 12:52
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MEDIO ORIENTE - da lettera43

Sui banchi dell'odio

La guerra tra israeliani e palestinesi comincia dai libri di testo.

di Pietro Minto

Nurit Paled-Elhanan è professoressa di Linguaggio ed educazione all'Università ebraica di Gerusalemme. Figlia di Matti Peled, generale 'eretico' dell'esercito israeliano, ha lottato da sempre per la pace tra israeliani e palestinesi. Una vita di impegno che la morte di sua sorella Smadar, uccisa da un kamikaze nel 1997, non ha spezzato. 

UN LIBRO SUI LIBRI. Il suo ultimo lavoro ha preso in esame i libri di testo studiati nelle scuole d'Israele e ha scoperto che la creazione del 'diverso' comincia nei sussidiari, tra una descrizione un po' sospetta e una mappa disegnata in un certo modo. Ne è un nato un libro, La Palestina nella propaganda d'Israele, che ha creato un caso ancora prima di essere pubblicato in Europa.

IL 'DIVERSO' A SCUOLA. Nei testi presi in esame, innanzitutto, non esistono i palestinesi ma solo gli «arabi», o peggio la distinzione tra «ebrei» e «non-ebrei». Chi è un arabo? Stando ai disegni, alle foto e alle parole usate nei testi scolastici, il suo identikit è un uomo con un cammello, «rifugiato», «allevatore primitivo» o «terrorista». È solo in quest'ultimo caso, quando si parla di attacchi, violenze e kamikaze, che l'arabo ritorna a essere indicato come 'palestinese'. Paled-Elhanan non ha esitato a definire tutto ciò una forma di razzismo, e ha spiegato al Guardian come questa propaganda scolastica sia «la principale ragione» per cui i giovani studenti d'Israele «diventino dei mostri una volta indossata un'uniforme».

LA FORZA DELLE MAPPE. Tra gli oggetti di propaganda presi in esame dalla studiosa, anche le mappe geografiche. In un suo precedente lavoro pubblicato nel 2009 (pdf in inglese), infatti, aveva già notato come la rappresentazione geografica del Paese preferisse il concetto di 'terra d'Israele' a quella di 'Stato d'Israele'. Mentre il secondo indica un'entità reale, riconosciuta politicamente, il primo è una figura biblica che indica la Terra promessa. In questa visione, ogni non-israeliano è un intruso.

IL PROBLEMA DELLA SHOAH. Ma i libri di testo palestinesi non sono molto meglio: dell'olocausto, per esempio, non fanno cenno. La scuola è dove le generazioni future si formano: per questo, Peled-Elhanan è convinta che l'unico modo di regalare un futuro di pace ai due popoli sia attuare una rivoluzione scolastica.

 

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