Saschall Teatro di Firenze
Via Fabrizio De André ang. Lung.no A.Moro
mercoledì 18 luglio ore 18.00 – 24.00
Associazione Amici della Contemporaneità Teatralein collaborazione con Santo Ficara Arte Moderna e Contemporanea
CARLA ACCARDI Sipario Rossooro presentazione di Giorgio Bonomi alle ore 19.00
Sipario “Rossooro”
è il nuovo sipario d’autore del Saschall ideato da un’artista del calibro di Carla Accardi, protagonista dell’Avanguardia del Novecento, esponente del “concretismo” e del gruppo Forma 1, il suo nome fa parte della storia dell’arte, oggi a 85 anni – per la prima volta nella sua lunga carriera – realizza un sipario, lavoro unico ed esclusivo, ideato ad hoc per il teatro fiorentino. “Rossooro” sarà presentato mercoledì 18 maggio presso il Saschall (ore 18.00-24.00) dal critico Giorgio Bonomi, la serata proseguirà fino alle 24.00 con musica e cocktail per celebrare questo incontro fra teatro e arte contemporanea. Grazie all’Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale e alla Galleria Santo Ficara, una grande firma della storia dell’arte unisce il suo nome al teatro. L’operazione è iniziata nel 2005 con la realizzazione del sipario dal titolo “Applausi” dello scomparso Aldo Mondino, mosaicista e artista contemporaneo noto per aver usato materiali insoliti come lo zucchero o il cioccolato.L’intento è quello di creare una vera e propria collezione di sipari d’autore, per fare questo il teatro si è rivolto e si rivolgerà agli artisti più rappresentativi del panorama artistico contemporaneo italiano. Così Giorgio Bonomi presenta il sipario di Carla Accardi: “Siffatte iniziative testimoniano che l'interesse dei committenti non è tanto per la struttura funzionale che "separa" il palcoscenico dalla platea quanto invece per l'arte contemporanea in sé, la quale così trova un'altra via, oltre alle tradizionali, per raggiungere il pubblico. Questo, tra un atto e l'altro della rappresentazione scenica, potrà ammirare vere e proprie opere d'arte, ora di Mondino, ora della Accardi e domani, di qualche altro artista”.Carla Accardi, questa "giovane" artista, sempre pronta a nuove avventure- aveva già realizzato rotoli, tende, pavimenti, ma mai un sipario-, sempre capace di reinventare il suo segno che, sebbene elementare e semplice, è ogni volta diverso e nuovo, ci offre un ulteriore saggio della sua arte.L'immagine di questo sipario ricorda, per certi versi, i lavori degli anni Sessanta/Settanta su sicofoil, ma ora, vuoi per i segni vuoi per i colori, l'opera appare più "sontuosa" e, ovviamente, più "teatrale", pur nella sua "semplicità" e "discrezione". L'oro, colore nobile, forma dei segni che si appoggiano dolcemente e delicatamente sul fondale rosso, il colore della passione, quindi del sentimento, dell'emozione, del pathos.Poi, come il sipario ha nel suo essere, nella sua funzione, il movimento dovendosi aprire e chiudere, così i segni dell'Accardi indicano una vettorialità plurima, ma non caotica: dall'alto verso il basso e viceversa, dal centro ai lati e vicerversa; il movimento è indicato, ma non predeterminato, può essere centrifugo o centripeto, è lo stesso, l'importante è che non sia fermo, che abbia ritmo. Orbene, questo senso di continuità, di non "chiusura" che vediamo nel muoversi dei segni, lo ritroviamo anche nel titolo del sipario, Rossooro, non solo per le simmetrie interne alla parola (per esempio l'inizio e la fine per "ro"; oppure si può leggere quasi indifferentemente da sinistra a destra), ma soprattutto perché le due "s" e le due "o" danno un senso di prosecuzione, di processualità, di un qualcosa che non si può de(finire) poiché è perpetuo, come lo scorrere del tempo e della vita”. INFO: tel. 055 667566 - 055 6504112
------------------------------Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924. A 22 anni lascia per sempre la Sicilia e, dopo una breve sosta a Firenze dove frequenta l'Accademia di Belle Arti, si trasferisce definitivamente a Roma. Insieme ad alcuni amici artisti, tra cui il futuro marito Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato, nel 1947 dà vita a Forma 1. La prima personale ha luogo alla Galleria Age d'Or di Roma nel 1950.Nel 1951 partecipa alla rassegna “Arte astratta e concreta in Italia” alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Dal 1954 intraprende una ricerca fondata su una poetica del segno, che si articola per insiemi di segmenti pittorici bianchi stesi su fondi neri.La sua personale alla Galleria Notizie di Torino è presentata dal critico francese Michel Tapié che l'introdurrà nella scena parigina con una mostra personale alla Galerie Stadler nel 1956. Nel 1964 è presente alla Biennale di Venezia con una sala personale. La ricerca basata sul segno-colore si arricchiste con la sperimentazione di nuove tecniche e materiali come le superfici trasparenti di sicofoil. Nascono così alcuni lavori come la “Tenda” del 1965, “Rotoli” e “Ambiente arancio” del 1967 e capolavoro “Triplice tenda” del 1969. Carla Accardi ha partecipato alle principali rassegne dell'arte italiana ed internazionale. La Biennale di Venezia del 1976 in “Ambiente/Arte” a cura di Germano Celant; “Avanguardia e Transavanguardia” alle Mura Aureliane a Roma nel 1982 a cura di Achille Bonito Oliva; “Chambres d'Amis” a Gent nel 1986 a cura di Jan Hoet, “Italienische Kunst “ 1900/1980 al Kunstverein di Francoforte nel 1985 a cura di Peter Weiermair; “Italian Art in the 20th Century” al Royal Academy of Arts di Londra nel 1989 a cura di Norman Rosenthal; “The Italian Metamorphosis, 1943-68” al Guggenhaem Museum di New York nel 1995 a cura di Germano Celant e “Minimalia” alla Biennale di Venezia e al P.S.1 di New York nel 1997 e nel 2000 a cura di Achille Bonito Oliva. Nel 1988 per la seconda volta ottiene una sala personale alla Biennale di Venezia. Espone in molte gallerie tra cui la Salvatore Ala Gallery a New York, la Galleria Pieroni di Roma, la Estend Galerie di Francoforte/M e la Galerie Meert Rihoux di Bruxelles.Tra le mostre nei musei ricordiamo la personale al Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea nel 1994, la personale all'Atelier Del Bosco di Villa Medici a Roma nel 1998, La personale al Kunstmuseum di Bonn nel 1999, la partecipazione a “Verso Sud” a cura di Zerynthia a Palazzo Doria Panphilj di Valmontone nel 2000, la personale al P.S.1 di New York nel 2001 a cura di Carolyn Christov Bakargiev, la personale al ARC Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris nel 2002 a cura di Hans Ulrich Obrist e Laurence Bosset e la grande retrospettiva al MACRO di Roma nel 2004 a cura di Danilo Eccher. E' di quest'anno la mostra “Carla Accardi meets Lucio Fontana” al Marta di Herford.
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Carla Accardi ha realizzato alcune opere permanenti in spazi pubblici come il Municipio di Gibellina (città siciliana completamente distrutta da un terremoto) dal 1982 al 1985, la Metropolitana di Roma nel 1996 e un Centro d'arte drammatica nel cuore della capitale cubana nel 2000 in occasione della VII Biennale della Habana. Nel 1997 a Milano le viene conferito il titolo "Accademico di Brera". Segue nello stesso anno la prestigiosa onorificenza di Cavaliere di Gran Croce da parte del Presidente della Repubblica italiana.
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