Ancora una volta devo segnalare un coro unanime di protesta dei ricercatori dell'Università di Firenze contro i tagli nella Finanziaria e il decreto milleproroghe.
Sono soprattutto i tagli introdotti con il maxiemendamento alla manovra che proprio non vanno giù e che di fatto rendono impossibile aderire a qualsiasi patto per l'università come proposto dal Governo.
Infatti, se sommiamo questi tagli a quelli per il finanziamento per l'edilizia, e all'insufficiente copertura degli oneri per gli incrementi stipendiali, il previsto Fondo incrementale di 550 ml di euro, al netto del riallineamento tra il 2007 e 2008, si è letteralmente volatilizzato e il saldo finale diventa addirittura negativo.
Non solo erano stati previsti finanziamenti assolutamente insufficienti per la sopravvivenza stessa dell'università, ma addirittura si è proceduto a un ulteriore taglio di oltre 90 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario. Chiediamo allora al governo se e in che misura si intendano ancora rispettare i tanti impegni e proclami nei confronti della ricerca e dello sviluppo manifestati nel corso di questi ultimi mesi. Secondo noi infatti alle numerose dichiarazioni di sostegno all'Università, non ultima quella del Capo dello Stato Napolitano, sul valore strategico per il paese dell'alta formazione e della ricerca non c'è riscontro nelle scelte concrete operate con la Finanziaria 2008. La nostra protesta si associa alle prese di posizione della CRUI e anche delle organizzazioni sindacali, e merita di essere approfondita con opportune iniziative come la proposta che noi lanciamo di una grande assemblea di tutta la comunità dell'ateneo fiorentino.
Alberto Di Cintio - Membro del Cda dell'Università degli Studi di Firenze.
Sono soprattutto i tagli introdotti con il maxiemendamento alla manovra che proprio non vanno giù e che di fatto rendono impossibile aderire a qualsiasi patto per l'università come proposto dal Governo.
Infatti, se sommiamo questi tagli a quelli per il finanziamento per l'edilizia, e all'insufficiente copertura degli oneri per gli incrementi stipendiali, il previsto Fondo incrementale di 550 ml di euro, al netto del riallineamento tra il 2007 e 2008, si è letteralmente volatilizzato e il saldo finale diventa addirittura negativo.
Non solo erano stati previsti finanziamenti assolutamente insufficienti per la sopravvivenza stessa dell'università, ma addirittura si è proceduto a un ulteriore taglio di oltre 90 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario. Chiediamo allora al governo se e in che misura si intendano ancora rispettare i tanti impegni e proclami nei confronti della ricerca e dello sviluppo manifestati nel corso di questi ultimi mesi. Secondo noi infatti alle numerose dichiarazioni di sostegno all'Università, non ultima quella del Capo dello Stato Napolitano, sul valore strategico per il paese dell'alta formazione e della ricerca non c'è riscontro nelle scelte concrete operate con la Finanziaria 2008. La nostra protesta si associa alle prese di posizione della CRUI e anche delle organizzazioni sindacali, e merita di essere approfondita con opportune iniziative come la proposta che noi lanciamo di una grande assemblea di tutta la comunità dell'ateneo fiorentino.
Alberto Di Cintio - Membro del Cda dell'Università degli Studi di Firenze.
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