Uno sguardo sul mondo dell’Ottocento, tra ricordi e immagini d’epoca
Pubblicati per la prima volta i diari di viaggio dell’ingegnere e geografo Emilio Rosetti
Firenze, 3 maggio 2010 - Un viaggio sterminato nel mondo dell’Ottocento, una vera e propria passeggiata nel tempo. Le memorie di Emilio Rosetti (1839-1908) sono il racconto di quasi 480 mila chilometri percorsi in treno, in nave, perfino a dorso di mulo, da uno straordinario viaggiatore spinto dalla curiosità e dalla sete di conoscenza. I suoi diari, più di 1500 pagine manoscritte inedite, sono stati elaborati, integrati e commentati dalla ricercatrice Giulia Torri: il risultato è un’opera unica, intitolata I Viaggi e le memorie di Emilio Rosetti. Società, luoghi e tecniche del XIX secolo, che Polistampa pubblicherà in quattro volumi.
L’opera colma di fatto un vuoto di conoscenza, almeno in Italia, di un personaggio che invece in Argentina è notissimo, se non altro per aver fondato la facoltà di Ingegneria di Buenos Aires e aver realizzato diverse opere pubbliche, fossero chiese o stazioni ferroviarie: ingegnere e geografo, Rosetti è qui riscoperto come uno dei viaggiatori più instancabili del diciannovesimo secolo. Il volume appena uscito (pp. 343, euro 29) racconta i primi trentacinque anni della sua vita, dalla nascita a Forlimpopoli (Forlì) al trasferimento in Argentina, e i primi viaggi in Sud America, in Africa e in Europa. Al diario si aggiungono le centinaia di documenti originali, custoditi e raccolti dallo stesso protagonista (disegni, schizzi, mappe, cartoline illustrate), che ci fanno conoscere e comprendere il mondo di allora, spaziando su tutto il fronte della realtà raccontabile: aspetti economici, abitudini alimentari, situazioni sanitarie, usi e costumi del tempo in una sorta di “overdose di informazioni” che si somma al piacere di smarrirsi in compagnia di un viaggiatore–scienziato. Contrappunto ideale alla realtà descritta dal Rosetti sono le molte immagini, soprattutto cartoline d’epoca. In più, il lettore ha disposizione un apparato critico quanto mai accurato: “le molte note a piè di pagina”, spiega Giulia Torri, “sono state riportate e misurate per contribuire a far intendere ed interpretare quello che spesso viene solo accennato o, in alcuni casi, ritenuto scontato, ma solo per un lettore dell’Ottocento”. Ciò che emerge è il racconto d’altri tempi di un tecnico che si presumerebbe ancorato ad un linguaggio prosaico e che invece avvia, in chiave personalissima, una nuova forma di globalizzazione del mondo. (Leonardo Colapietro)
I viaggi e le memorie di Emilio Rosetti. Società, luoghi e tecniche del XIX secolo. 1839-1873
a cura di Giulia Torri
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