Biotestamento bocciato

Venerdì 19 Novembre 2010 20:20
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II registri per il biotestamento creati da alcuni conmuni non hanno nessuna efficaca giuridica. Lo ha reso noto il sottosegretario alla salute Eugenia Rocella.

Nessuna norma di legge, spiega il ministero della Welfare in una nota, ''abilita il Comune a gestire il servizio relativo alle dichiarazioni anticipate di trattamento''. I registri avviati sono quindi da considerasi  privi di qualsiasi valore'. Ai Ministeri  sono giunte alcune richieste di parere, formulate dai Comuni, proprio sulla possibilità che gli stessi possano istituire appositi registri per raccogliere le dichiarazioni anticipate di volontà, per i trattamenti medici che una persona intenda ricevere o rifiutare nelle situazioni in cui perda la capacità di esprimere una propria volontà. In linea generale, il ministero fa notare che il testamento biologico è di  competenza del legislatore nazionale e non risulta da questi regolata.

''L'intervento del Comune in questi ambiti appare pertanto esorbitante - spiega il ministero - rispetto alle competenze proprie dell'ente locale e si traduce in provvedimenti privi di effetti giuridici. I registri istituiti presso pubbliche amministrazioni rispondono alla preminente finalità di attribuire certezza giuridica a specifiche situazioni (provenienza e data di deposito di un determinato documento, dati identificativi di una persona, ecc.)''.

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ENGLARO, DICANO COME MA VOLONTA' SIA RISPETTATA  - "Se i registri non hanno valore, dicano loro cosa lo ha purché la volontà dei cittadini sia rispettata anche nel momento in cui non possono più difendersi e dire esattamente cosa vogliono":  lo ha  Beppino Englaro, il padre di Eluana,  morta il 9 febbraio del 2009 dopo 17 anni di stato vegetativo permanente a una lunga battaglia legale. "Se si riesce ad avere delle leggi ad hoc il cittadino si organizza e difende come può - ha aggiunto Beppino - Quello che conta è che ci sia un documento, che può essere il registro o la tessera sanitaria, dove sta scritto chiaramente quali sono le sue volontà rispetto ai trattamenti di fine vita.  In Parlamento non si sono accorti che il clima culturale è cambiato, che le persone hanno capito di avere il diritto di essere rispettate sia quando sono in grado di difendersi sia quando non possono più esprimere le loro volontà - ha aggiunto Englaro -. E' una battaglia da stato di diritto, nella linea del diritto, come lo è stata quella che ho portato avanti per mia figlia Eluana". "Per mia figlia ho dovuto dimostrare io quella che era la sua volontà contro chi mi diceva che non aveva lasciato nulla di scritto - ha detto ancora Beppino - Con i registri si è trovato il modo di lasciare un documento scritto da mostrare a medici e giudici". "Dicono che non hanno valore? - ha chiesto Englaro - Allora trovino qualcosa che ce l'abbia, per garantire e tutelare il cittadino: ognuno di noi ha il diritto di disporre della propria vita anche nel momento in cui non sarà più in grado di farlo e deve essere sicuro che la sua volontà sia rispettata". "Nessuno - ha concluso - deve più sopportare quello che ha sopportato mia figlia".

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Novembre 2010 20:56 )