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Terra 3.0 - 28/10/11

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Terra 3.0: l'ultima speranza per salvare il pianeta

 

La Grecia ripaga il suo debito col sole: La crisi economica che sta falcidiando l'Europa e in particolare la Grecia in questi ultimi mesi sta generando nuove idee per contrastarla. Una delle più interessanti è quella di sfruttare la grande insolazione di cui gode il paese mediterraneo per la produzione di energia solare e ripagare così una parte del debito in KW invece che in euro. Il progetto nato come un intesa bilaterale e impreditoriale tra Germania e Grecia ha ora preso una dimensione maggiore e vi sta lavorando tutta l'Unione Europea. “Nella Commissione c’è una task force composta di esperti che sta studiando la possibilità di rilanciare la crescita economica del paese attraverso l’energia” ha detto Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’Energia Gunther Oettinger.

Le prospettive potrebbero essere ottime visto che l’insolazione in Grecia è maggiore del 50% rispetto a quella tedesca, ma la produzione di elettricità è 80 volte inferiore. Lo scorso settembre il governo greco ha infatti annunciato il “Progetto Helios” per far aumentare l’attuale capacità fotovoltaica dagli attuali 206 MW di potenza installata a 2,2 GW nel 2020 e poi a 10 nel 2050.

 

I 5 pilastri di Jeremy Rifkin: Si è svolta a Roma, in Campidoglio, la conferenza “La terza rivoluzione industriale. Le comunità dell’energia nella biosfera di Roma” durante la quale ha avuto luogo la Lectio Magistralis dell’economista statunitense Jeremy Rifkin. Durante la lezione è stato fatto un excursus storico incentrato sul cammino che il Pianeta sta compiendo verso la Terza Rivoluzione Industriale. Secondo Rifkin ci sono 5 pilastri essenziali per la nascita di questa rivoluzione. Il primo ovviamente è quello dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili che siano accessibili a tutti. Il secondo è un'edilizia che trasformi ogni edificio in una piccola centrale energetica, il terzo pilastro riguarda l’immagazzinamento dell’energia prodotta in eccesso dotando le città di sistemi di accumulo e di stoccaggio che prevedano l’utilizzo dell’idrogeno. Il quarto è la creazione di una smart grid, una rete intelligente che metta in condivisione la generazione di elettricità. Ed infine la mobilità elettrica dotata di una rete di ricarica che, oltre a fornire energia, sia anche in grado di accettarne dall’esterno.

 

Gli assurdi incentivi alle fonti fossili: L’Ocse e l’Agenzia internazionale per l’energia hanno lanciato un appello per ridurre le sovvenzioni ai carburanti fossili, che nel 2010 hanno superato i 400 miliardi di dollari nel mondo. “Se non ci saranno cambiamenti di politica da parte dei governi, potremmo raggiungere i 660 miliardi di dollari nel 2020, pari allo 0,7% del pil mondiale”, ha affermato Fatih Birol, dell’Aie. Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha commentato che il livello di sovvenzioni è divenuto “insostenibile” e che la cifra è superiore a quella delle sovvenzioni all’agricoltura nel mondo. In un mondo dove ogni giorno viene speso quasi un miliardo di euro per gli sgravi al petrolio pare assurdo che qualcuno si possa permettere di lamentarsi delle sovvenzioni troppo onerose al fotovoltaico.

 

Centrali nucleari europee a rischio: Gli stress test decisi da Bruxelles dopo il disastro di Fukushima sulle centrali nucleari presenti sul territorio europeo non sono foriere di buone notizie. Greenpeace analizzando i dati per ora diffusi denuncia infatti gravi carenze nel sistema di sicurezza delle centrali europee.

"Dallo studio che abbiamo fatto emerge un'analisi incompleta dei rischi e una preoccupante approssimazione sull'analisi dei dati", commenta il responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, Salvatore Barbera. "Ad esempio, non sono state analizzate le conseguenze prodotte da danni contemporanei in più reattori, come è accaduto a Fukushima. Non è stata prevista la possibilità dell'impatto di un aereo contro una centrale nucleare. Non sono stati forniti i piani di evacuazione per le città e i paesi vicini alle centrali".

A breve arriveranno le analisi ufficiali delle agenzie e dei governi e potremo sapere se c'è veramente da avere paura.

 

28/10/11

Cosimo Biliotti

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