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Terra 3.0 - 30/11/12

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18° Conferenza ONU sui Cambiamenti Climatici a Doha: il 31 dicembre di questo anno scadrà la validità del protocollo di Kyoto, il trattato internazionale che obbliga i paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 5% rispetto al 1990. La conferenza ONU sui cambiamenti climatici che si svolge in questi giorni a Doha avrà il difficile compito di elaborare un nuovo protocollo per il futuro. Come al solito la strada per trovare l'accordo è tutta in salita con paesi come Usa, Canada, Russia e Gippone pronte e ribellarsi a nuovi vincoli sulle emissioni. Anche la Ue, solitamente in prima fila contro i gas serra, ha perso convinzione nelle sue battaglie adducendo come motivazione la crisi, rivelando una visione miope e pericolosa che non potrà che far peggiorare la situazione socio-economica mondiale.

Legambiente critica la strategia energetica di Monti: Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, ha presentato le osservazioni che Legambiente ha elaborato sulla Strategia Energetica Nazionale del Ministero dello Sviluppo economico.

Secondo Legambiente la SEN proclama obbiettivi giusti e condivisibili per quanto riguarda il raggiungimento di traguardi ambiziosi sulle energie rinnovabili e il risparmio energetico ma nei fatti non solo sobbarca di burocrazia queste tecnologie ma le imputa anche come le maggiori responsabili dei rincari delle bollette. Nessuna menzione viene invece fatta sugli incentivi alle fossili che risultano essere 6 volte superiori a quelli per le rinnovabili. Altra critica deriva dal fatto che per ridurre la dipendenza dai combustibili importati dall'estero il governo ha deciso di puntare sulla produzione interna dando il via a nuove trivellazioni che rischiano di mettere in pericolo l'ambiente in cambio di quantità irrisorie di petrolio e gas nostrani.

Problemi per Desertec: Il grande progetto europeo che mira a produrre energia nel deserto del Sahara grazie a centrali solari termodinamiche sta attraversando momenti difficili. Recentemente la Spagna non ha dato il via libera ad un progetto in Marocco considerando troppo alti i costi per adeguare la rete di trasmissione tra i due paesi; successivamente il consorzio Desertec ha visto due dei suoi partner più importanti abbandonare il progetto: Siemens e Bosch. Le due aziende tedesche in questo momento di crisi hanno preferito sfilarsi ma da Desertec non fanno drammi e assicurano che già nuove società sono interessate ad aderire all'iniziativa.

Australia e Finlandia, paesi ambiziosi: l'Australia è un paese che dipende fortemente dal carbone per produrre energia e per questo motivo è uno dei più grandi inquinatori del mondo. Ora però la Australia’s Climate Commission afferma che il paese è una miniera di fonti rinnovabili grazie alla grandissima potenza solare irraggiata sulla sua superficie e alla disponibilità di zone ventose. In pochi decenni viene stimato che l'Australia possa liberarsi completamente dal carbone.

Altro paese ambizioso è la Finlandia che forte di uno studio tecnico del VTT Technical Research Centre afferma di poter ridurre le emissioni di CO2 dell’80% entro il 2050 grazie allo sforzo congiunto di tutti i settori del paese e confidando nella buona volontà dei cittadini. Auguri!

30/11/2012

Cosimo Biliotti

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