Giornata memorabile trascorsa nell’attesa di un gesto che tutto il Paese chiedeva oramai da mesi, da quando lo scilipoti di sempre, un’altra volta si è preso l’interesse personale resuscitando un Governo del malaffare, come tante volte è successo nella prima repubblica ‘tagliana.
Eppure quel giorno è arrivato. Infine il governo delle escort, dei tronisti e delle veline come ministre, torna nei recessi di un pensiero debole, quando si crede che 2000 anni di Storia non siano stati soltanto giorni di lotte e di sofferenza di un intero popolo, ma che “ la tavola sia stata apparecchiata “ per guitti e padroni delle ferriere a cui sia permesso impunemente di stracciare il Diritto e la dignitas di una Nazione.
Diciassette anni di governo Berlusconi che ricorderemo come la “congrega” degli “stalloni” delle “escort” e del luogo comune, che navigando a vista tra “Amici” e “Grande fratello” ha fatto dell’interesse primario di una Nazione un misero interesse personale, credendo perciò che i Ministri del Governo eletto servano soltanto ad arraffare il più possibile il lavoro degli altri, e dandosi da fare perché gli spread sui Buoni del Tesoro rimanessero in basso per godere dei benefici che la Borsa porta ad aziende decotte o che si possa trasformare case e ville private in luoghi delle Istituzioni, beneficiando così tra i conflitti di interesse di body-guard e 2,5 mld di euro per la protezione delle proprie cose.
Tutto miseramente fallito perché mr. Berlusconi ‘I suppose?? Non ha fatto una cosa nell’interesse del popolo che potremo ricordare:. Non una riforma liberale su Giustizia, Lavoro, Pubblica Amministrazione, Scuola, Università, ma anzi ha trasformato quel poco che aveva un carattere “democratico” in soluzioni corporative sul modello mussoliniano, rilanciato dai componenti la banda dei magliari- P2.
Niente sembra stabile in questo “giorno della liberazione” e la soluzione tecnica che ci viene rifilata non è certamente una soluzione popolare, anche perché diciamolo francamente siamo un Paese di destra dove ancora si sentono commenti di ricordo e nostalgia verso il ventennio fascista. Un Paese profondamente cattolico, che è rimasto indietro anche dalla Riforma che è inspiegabilmente anti-comunista, come se la divisione dei beni e la condivisione del pane nell’Ultima Cena, non fosse proprio piaciuta.
Alle viste un Governo Monti (dopo i Tremonti) che verrà salutato dai molti garantiti e che temo non piacerà alla massa dei derelitti e dei lavoratori a busta paga….quale che sia, anche quella precaria. Un governo che difenderà prima di tutto i grandi interessi che fanno coesione di impresa, e siccome è guidato e gestito dai “terziari” e dai “professionisti degli Ordini” ritoccherà come sempre alla meno il portafoglio delle classi subalterne. Non sarà sufficiente una Patrimoniale a farci stare tranquilli perché sono certo. i licenziamenti continueranno e “lacrime e sangue” è già stato annunciato; forse solamente nell’informazione risentiremo le voci di giornalisti scomparsi o inviati negli archivi, forse il Minzolini di turno verrà spedito a casa e nelle TV si risentiranno discussioni pacate e costruttive. Santa Madre Televisione, la vera santa degli italioti!!
Ci sarà una Amnistia che liberi dalle torture di una carcerazione ingiusta e iniqua le migliaia di “presunti innocenti”, di migranti e di ragazzi da uno spinello? Speriamo che i tecnici possano intervenire per le liberalizzazioni che attendiamo negli Ordini Professionali: dal libero giornalismo, alla possibilità di diventare architetto, medico, ingegnere senza sottostare a lobbie’s di potere corporativo.
Speriamo di ritrovarci una legge che protegga e incoraggi il lavoro, la casa, lo studio e speriamo anche sia fatta una nuova legge fiscale, una nuova legge elettorale che permetta di essere rappresentati nei Palazzi del Potere reale, ma ho molti dubbi.
Questo Paese, questa Nazione, questo Popolo ha bisogno di Rivoluzione. L’Italia è uno dei Paesi più antichi del Continente, la nostra statualità si ricorda dei Romani e del Diritto delle genti.
Ma siamo un Paese di “fratelli” e perciò siamo sempre in lotta tra noi. Le rivoluzioni sono l’epigrafe della lotta dei figli contro il padre e a noi proprio non riesce, ed è proprio per questa ragione “psicologica e storica” che non siamo capaci di grandi cambiamenti……. Più facile che lottiamo tra di noi, più Guelfi e Ghibellini che rivoluzionari.
Vorrei vedere cambiare profondamente questo Paese in nome di quella rivoluzione che è sia culturale che di pensiero e che fa grande una Nazione con una vera Rivoluzione Sociale. E aspetto che si rifacciano leggi sulla Indipendenza e libertà della persona, sul diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione, alla felicità.
Basterebbe fosse dato ascolto alla nostra Costituzione per crescere finalmente.
Dopo anni di parole è il momento dei fatti, se vogliamo non solo salvarci, ma anche diventare adulti, come una nazione europea. Mi aspetto molto e temo che questo nuovo Governo non ne sia all’altezza. E’ tempo di azioni straordinarie, di costruire case per le genti che dormono nel disagio, è tempo di sollevare i milioni di disoccupati, magari donando terre incolte per trasformarle in giardini,orti, aziende agricole, dove costruirsi un futuro.
E’ tempo di ridimensionare Banche e Assicurazioni e di cancellare le migliaia di municipalizzate ed Enti statali e parastatali che succhiano le risorse di tutti noi. E’ tempo di cancellare il Concordato con la Chiesa Cattolica che ha trasformato monasteri e conventi in B & B che non pagano tasse, ma anzi ottengono privilegi e prebende, dall’ 8 x 1000 statale alla Compagnia delle Opere che è Comunione e Liberazione divenuta centro di potere; ed è tempo di trasformare le industrie della guerra in industrie della pace.
E’ tempo di un lavoro comune ma temo i soliti grandi interessi e le solite lobbie’s di potere che come sempre scaricheranno il peso maggiore sulle classi lavoratrici e sui disagiati. La Primavera araba ha toccato anche noi?? Ricordiamoci che siamo alle porte di un Inverno duro e freddo, somiglia le giornate dopo P.zale Loreto, saranno giorni di fiducia ma anche del ritorno a casa di guitti e nani, di tronisti e veline, di tromboni e trombati che fino a ieri se la spassavano a Roma, banchettando sul Campidoglio e facendo strali della Costituzione Italiana e della ricchezza della Nazione.
walter maccari
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