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Liberte - Egalite -Fraternite

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Quando parliamo di “democrazia” ci torna in mente la rivoluzione francese. “Liberté, egalité, fraternité” era un principio lasciatoci come patrimonio di idee in cui abbiamo creduto e lottato, ma allo stato attuale paradossalmente lo troviamo come un concetto rivoluzionario nuovo, inespresso e giuridicamente non attuato. Una democrazia intesa come libertà protesa verso l’uguaglianza e la fraternità mi sembrava raggiungibile in gioventù ora è  una situazione utopica. Il capitale e il capitalismo contrastano con queste tre parole.

Quando il capitale intende come legge la sopraffazione è possibile delineare una contrapposizione tra forze contrapposte, invece le forze politiche attuali se ne sono approfittate definendo la nostra società come "democratica e libera": Io aggiungerei falsa e popolusta. Attualmente la politica non è un mezzo di dialettica e nemmeno di mediazione con le esigenze del popolo ma usa impropriamente il nome popolo (vedi “Popolo della Libertà”, sembrava uno slogan pubblicitario e lo è stato per il voto politico). E’ diventato uno slogan, quasi un tormentone che ha avuto presa nella gente, proprio perché studiato dai massmediologi che hanno avuto buon gioco studiando le terminologie più popolari. La fenomenologia giovanile ha ideologie trasversali e valori non più assoluti ma dissolvibili da generazione a generazione, quindi il potere usa, più che mai, le stesse armi per combattere e vincere le proprie guerre (generazionali, di trincea cittadina, nazionali, internazionali, ecc.).

Una guerra contro il capitale è ormai lontana anni luce anche perché la divisione sociale ci porta ad analisi capitaliste sempre più aggiornate e poco possono gli economisti contro la nuova forma di globalizzazione mondiale. Partendo dalla rivoluzione illuministica ad oggi, alla fine, non ci resta che registrare la vittoria e la sopraffazione delle potenze attuali che sono riuscite a cambiare gli equilibri strategici mondiali. Abbiamo ereditato una società avvelenata dal Capitalismo più sfrenato, le forze politiche sono arrivate al cannibalismo durante le ultime elezioni, ha portato all’eccesso la visione fraterna usata come “visione globale”, ha ridotto le ragioni stesse della lotta di gente – e parlo di gente non più di popolo, parola abusata – in quanto cittadini di un unico mondo e non più protettori dei propri interessi di “luogo, cittadinanza, economia locale”.

Mi domando “cosa ci resta se togliamo ai giovani la solidarietà?”.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Dicembre 2011 19:53 )  

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