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Leggere per non dimenticare

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Anna Benedetti è l’anima di Leggere per non dimenticare, ciclo di incontri da lei organizzato ogni mercoledì alle 17.30 alla Biblioteca delle Oblate, in collaborazione con il Comune di Firenze, che ospita scrittori di spicco nei più disparati campi della cultura. 
L’abbiamo incontrata proprio in occasione della presentazione del libro di Martino Rossi Monti “Il cielo in terra. La grazia fra ideologia ed estetica”, UTET, 2008.

 

Ci racconta che Leggere per non dimenticare è nata quindici anni fa, quando lavorava all’Accademia della Crusca, alla redazione del Vocabolario.

Dalle parole ai libri il passaggio è stato naturale: chiese disponibilità all’allora sindaco di Firenze, Mario Primicerio,  per organizzare un ciclo di letture nel progetto Firenze, i luoghi del sapere, oggi diventato appunto Leggere per non dimenticare.  “Il primo anno è stato il più duro – racconta Anna -  mi chiamavano “Anna dei miracoli”, perché creavo e attaccavo da sola i cartelloni dei vari incontri, a cui partecipavano più che altro anziani. Poi, iniziarono ad arrivare sempre più studenti.”

Vista la grande partecipazione di pubblico, e forte dell’appoggio del Comune, l’iniziativa visse un periodo di “grande felicità organizzativa”.

La formula vincente della manifestazione, invariata dopo quindici anni, non è quella della lezione cattedratica di un docente, di un artista o di un intellettuale, ma è quella della chiacchierata informale tra persone legate dalla passione per la lettura. Un tono semplice e allo stesso tempo colto, volutamente fuori dall’ambito accademico.

In contemporanea alle stagioni di Leggere per non dimenticare viene a crearsi un’altra iniziativa, promossa oggi dalla Provincia di Firenze e attiva nei comuni dell’area fiorentina, in particolare Bagno a Ripoli e Campi Bisenzio: “Uno scrittore adottato dalle scuole”. La signora Benedetti ci spiega in cosa consiste: “E’ nata con lo scopo di avvicinare i ragazzi alla lettura e sollecitare un dialogo fra l’autore e i giovani. All’inizio di ogni stagione, fornivo ai Presidi e agli insegnanti un elenco dei libri e degli autori che sarebbero intervenuti. Vedevo che questo progetto, piano piano, risvegliava l’interesse dei ragazzi: facevano domande, chiedevano informazioni, erano, insomma partecipi in prima persona”.

Il successo di Leggere per non dimenticare cresce anno dopo anno, proporzionalmente al numero degli incontri (41 in questa edizione 2009-2010) e quello delle persone intervenute.

Quest’anno il tema conduttore di ogni incontro è “L’Attesa”, che Anna Benedetti interpreta con queste parole:

“Sono diversi i modi di vivere il tempo dell'attesa: un tempo che corre precipitosamente verso una meta; un tempo che si arresta in un qui-e-ora immobile; un tempo che ci sgomenta in un'attesa inquieta di qualcosa che non si conosce, un tempo che cambia in ogni caso il suo andamento e si raccoglie nella captazione di ogni istante recuperato nel suo valore. L'attesa è legata al tempo, certo, all'avvenire, come sua struttura portante: essa fa parte della vita, ma è un'esperienza ancorata al passato. La memoria nasce dal passato e vive del passato, l'attesa vive del futuro e si indirizza al futuro e nondimeno esse non sono modi di vivere il tempo radicalmente separati l'uno dall'altro. Nel rifluire ininterrotto di esperienza dal passato al presente e dal presente al futuro si formula una circolarità di vissuti che dà concretamente il senso dell'attesa. La memoria del passato ci permette di comprendere che cosa manca al nostro presente, anzi, forse ci aiuta a aggirare l'ostacolo dando un orientamento diverso all'attesa. Sono proprio le cose come vanno nel mondo a imporre un drastico cambiamento nell'attesa perché al posto dell'ottimismo dobbiamo fare i conti con un prevalente senso di incertezza, con un'insicurezza diffusa difficile da combattere. Emerge quindi l'esigenza di elaborare una nuova idea dell'attesa, nuova nel senso che i suoi contenuti e i suoi fini devono essere aggiornati ai tempi, ma in continuità con l'aspirazione di fondo proprio di coloro, che all'origine dell'età moderna, la concepirono e se ne fecero fautori.”

 La fotografia è stata scattata mercoledì 3 febbraio 2010: ritrae Anna Benedetti tra il prof. Sergio Givone e l'autore Martino Rossi Monti, prima della presentazione del libro.

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Febbraio 2010 19:30 )  

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