DEApress

Thursday
Nov 05th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Laurea e laureati: inchiesta

E-mail Stampa PDF

La società di oggi! Quella che respiriamo ogni giorno.
La società italiana - sottolineo che mi riferisco soprattutto alla Toscana - imballata da nastri insicuri, che come fili artificiali coprono virtualmente aspetti molteplici della vita, è attualmente consacrata da una politica "non sensibile" alle esigenze del cittadino. A questo punto ci sovvengono tante domande.
Quanto spende questa società (nel tempo, nel denaro, nel materiale e come idee) nei confronti dei giovani? Quanto vale e come apprezza la conoscenza? Offre questa società più di quello che chiede e/o pretende sfrutta e sminuisce la forza giovanile? Perchè il binomio laurea-sbocco professionale si limita ad una crescita personale e non ad un ulteriore approfondimento in ambito lavorativo? Perchè la laurea, questo impegno sociale, questa meta o itinerario, questo ricorso alla cultura, alla società e al futuro viene a volte classificata "inerte" o meglio apprezzata come un "pezzo di carta"?
Mi sono permessa di svolgere un mini-sondaggio tra i giovani post-laureati per vedere, intendere e capire le loro posizioni. Apro una parentesi, spiegando che il mio intento nell'includere nel sondaggio solo questa parte dei giovani viene attribuito non solo al fatto che per questione di spazio e tempo non potevo indirizzarmi a tutti, ma anche al fatto che se con un titolo di studio hai problemi in vari campi della vita, che cosa dobbiamo aspettarci quando questo titolo viene a mancare?
Gli intervistati, in totale 100, sono tutte persone laureate in vari percorsi di studio. Come era d’attendersi, i laureati di primo livello, in particolare in termini di regolarità negli studi, hanno ottenuto il titolo in corso, solo il 36 per cento conclude gli studi con un anno di ritardo. Per ciò che riguarda votazioni medie ed età al conseguimento del titolo non è possibile dedurli.

Alla prima domanda: Hai mai lavorato durante gli anni di studio? Il 65% degli intervistati ha risposto di NO, mentre il 35% di quelli che hanno lavorato, ammettono che il lavoro non ha impedito ma rallentato l'esito finale, cioè la laurea. Inoltre per quanto riguarda le lingue inglese e francese, queste rimangono le più conosciute, il 79% (senza includere i laureati in lingue) ha ammesso di conoscerle ad un livello medio o intermedio.

Alla seconda domanda: Hai mai pensato ad una prospettiva all'estero? L'89% risponde sì, ma le condizioni ottimali a intraprendere esperienze all'estero vengono correlate a un buon stipendio e a posti dove si può guadagnare alla svelta (95%) e solo il 5% rimane dell'idea che avere un'esperienza all'estero è una necessità per la crescita personale, mentre l'11% indugia nel fatto che in Italia ha trovato un buon lavoro e ricominciare impegnerebbe molto tempo.

E ancora: Dopo la laurea, quale sono state le opportunità offerte? L'83% risponde: All'inizio ci siamo rimboccati le mani, facendo un lavoro non affine alla laurea.
Da qui la denuncia: “laurea inerte“, almeno per quanto riguarda l’ambito professionale. Per ora la laurea in medicina rimane quella che offre più possibilità di occupazione (96,9% lavora). Seguono poi insegnamento, il campo dell' agraria, il politico-sociale e le lingue. Mentre architettura e ingegneria rimangono tra le occupazioni, per gruppi di corso di laurea, meno possibiliste (rispettivamente 38,7 e 34,5%). La maggior parte dei laureati prosegue il lavoro iniziato prima della laurea ( tramite stage o tirocini). Il 43,6% contro 16,9% delle persone che non proseguono il lavoro iniziato prima della laurea.
Il guadagno mensile vede al primo posto medicina. Seguono economia, ingegneria, agraria, chimico-farmaceutico, lingue, architettura, insegnamento e in fine psicologia.

"Il termine usato da Padoa Schioppa, il Ministro dell'economia, "bamboccioni" è un termine che accoglie tutti i giovani italiani. Sembra che accusi i giovani di essere opportunisti, e che usano i genitori come garanzia.
Ti vedi come bamboccione? Il 99 su 100% delle persone intervistate risponde: "Bamboccione". I laureati, anche quelli con un buon lavoro e un buon reddito da mettere in tasca, preferiscono i genitori, anche se per quanto viene dedotto dalle risposte, non si tratta di assentire all'affermazione del Ministro Padoa Schioppa, ma approvare uno stato scoraggiante che Ministri che come lui hanno il compito di riconoscere e modificare.

A questa domanda: Trovandoti all'indomani, come vedi te stesso? - ecco alcune risposte:
-M vedo come vorrei essere.(Architettura)
-Come adesso , con più opportunità, però sempre da far coincidere con la famiglia.(Economia bancaria)
-Mi vedo con un lavoro non precario e con tanta serenità.(Lettere)
-Spero di realizzare gli obiettivi, dando un contributo anche alle persone che ne hanno bisogno.(Ingegneria)
-Con un lavoro non precario e pagato al modo giusto.(Chimica e Tecniche Farmaceutiche)
-Cosi come sono. Precario ma moderatamente felice.(Storia)
-Non lo so. Vivo il presente.(Scienze Politiche)
-Spero ancora qui.(Agraria)
-Ad ulteriori possibilità. (Medicina)
-Indietro non ci torno. Per adesso va bene, più avanti magari No. Più la di lì, non lo so. Tanti progetti a lungo termine non li faccio.(Lettere)

Opinioni e commenti:

La laurea, da ciò che ne viene ammesso, è circoscritta nell’ambito professionale. E’ pur sempre apprezzata poiché sulla base della formazione, cultura e cognizione prescrive ricette di capacità intellettiva e instrada sul cammino della competitività e sul prosperare individualmente. Ma come ben visto, solo la laurea in Medicina concilia bene i due poli( titolo di studio-professione). Nelle altre aree di studio la maggior parte degli intervistati per lavorare in seguito al conseguimento della laurea, afferma di aver avuto una mano da parte dei genitori (già docenti affermati in vari campi: biologia, ingegneria, psicologia) invece l’altra parte ha continuato un master o corso di specializzazione, conseguito corsi di formazione di stato o secondo le opportunità continuato i studi all’estero. Sono pochi i ragazzi che vivono da soli. Questi ultimi sono quelli che alzano il dito verso una parte di giovani, che ostruisce e sigilla sé stessa dietro a orme consacrate e ombre parentele. L’altra parte invece si difende dichiarando che una casa in affitto con i prezzi che il mercato offre è inaccessibile. Andare a vivere con altri è un alternativa, ma come denunciano molti di loro, le case in Italia hanno uno spazio inospitale per più persone.
Parliamo poi di un Italia dove ogni occasione è buona per mettere tasse e canoni, che qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere, qualsiasi scelta si voglia fare significa stanziare una buona percentuale dello stipendio in costi fissi.La precarietà, le difficoltà economiche e i legami con la famiglia (quest’ultima molto confermata da parte delle donne) fanno che i post laureati si riparino entro margini familiari che rassicurino.
Beah!! ancora una volta “ Home sweet home”/ “Casa dolce casa” quella di mamma e papà però.

Si ringraziano tutti i partecipanti.

Image

Aurora Alushaj-DEApress

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Novembre 2007 10:11 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

simone fierucci . 04 Novembre 2026
  Il rapporto Global Witness denuncia la violenza contro le comunità indigene e contadine che difendono i propri territori dall’accaparramento e dallo sfruttamento delle risorse. Dal 2012 sono 2.375 le vittime documentate, soprattutto in Amer...
Silvio Terenzi . 03 Novembre 2026
Luca Cipolla"71" L’idea più fertile di “71” sta forse nella sua rinuncia alla mera perfezione estetica. Luca Cipolla non cerca una lingua uniforme né una costruzione poetica che cancelli le proprie fratture, non dribla le venature del linguaggio...
DEAPRESS . 03 Novembre 2026
IN MEMORIA DI TITO FAZŹINI PIONIERE  DI FISICA SPERIMENTALE ALL'UNIVERSITA' E AL CERN   Articolo di Cristina Fontanelli E' scomparso all'eta' di centocinque anni Tito Fazzini, illustre scienziato italiano del Secolo Breve che fino ...
Silvio Terenzi . 02 Novembre 2026
Sandro Storri “L’Italia al contrario: riflessioni su unademocrazia incompiuta" Sandro Storri costruisce “L’Italia al contrario” e ci riesce attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: basta chiamarsi democrazia per esserlo davvero? I...
Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Una delle poetesse turche più prolifiche e originali della sua generazione, Nilay Özer ci parla del suo rapporto con il processo creativo, il femminismo nel suo paese, il ruolo degli intellettuali nella Turchia di oggi e i suoi riferimenti poetici,...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Sconcertato dalla decisione del tribunale di ridimensionare la sentenza, già considerata blanda, contro chi lo ha minacciato di morte, Boris Pejović, fotoreporter del quotidiano Vijesti di Podgorica, ha compiuto un gesto che ha sorpreso molti: si è...
Antonio Desideri . 30 Ottobre 2026
C’è un momento preciso in cui Brigitte Bardot smette di essere un’attrice e diventa un’icona: il 1956, l’anno in cui Roger Vadim la porta sullo schermo in Et Dieu… créa la femme e la ragazza di Passy si trasforma nella Marianne della liberazione dei ...

Galleria DEA su YouTube