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Il Villaggio Globale

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Stiamo in una nuova era ancora da ridefinire e dove il Villaggio globale si trova in difficoltà perchè ha bisogno di nuovi riferimenti e nuove lotte: per l'ambiente, per i diritti civili, per la libertà di informazione ed altri ancora. I potenti del mondo si sono riuniti per ridefinire un loro "status territoriale" e una scala di valori che forse non appartengono al normale "cittiadino del mondo". Quindi siamo circondati da guerre palesi e celate che sono manovrate da interessi di imperialismo. Se l'uomo comune non riuscirà a comunicare per "troppa comunicazione"  le nostre responsabilità verso le nuove generazioni saranno gravi e l'intero pianeta sarà in pericolo di vita. Cosa dobbiamo fare per salvaguardare l'umanità e noi stessi?
Non siamo indovini ma i fatti di questi giorni ci hanno portato alla ribalta molti grossi problemi tra cui: i nostri rifiuti e la sfrenatezza nel costruire per rendere moderno il nostro mondo. Abbiamo potuto anche constatare quanti aspetti negativi vi sono collegati. Ma l'aspetto peggiore del momento sono le guerre in varie parti del mondo: come inquinamento, la distruzione morale dell'uomo, l' imperialismo dei governi potenti e..... si potrebbe continuare all'infinito. Alla fine del novecento si sono aperti nuovi spiragli che hanno reso di primario interesse la dimensione globale del pianeta ma oggi che siamo nel 2007 ci sorgono molti dubbi. Marshall McLuhan ha affronta per primo, queste tematiche nel suo libro "Gli strumenti del  comunicare" (titolo originale War and Pace in the Global Village) nel 1964 e ci ha aperto nuove frontiere fornendoci strumenti utili per la comprensione del nostro geoambiente. Egli affermava che l'elettronica  sta cambiando il modo di vivere e che ciascun "medium" risulta investito di nuova forza, questo si è dimostrato esatto negli anni a venire. Una nuova visione con il contributo di nuovi strumenti comunicati che portano l'individuo ad una presa di coscienza sociale grazie al crescente iinteresse per l'osservazione la valutazione e la finalizzazione di ogni problema. Con internet abbiamo superato il concetto di tempo/spazio e nuovi valori si affacciano in tutto il nostro pianeta. Pio Baldelli nel suo ultimo libro dice che siamo tutti analfabeti perchè le nuove scoperte telematiche non sono alla portata di tutti. Mi domando se l'esplorazione del nostro villaggio globale ci porterà verso nuove mete e/o nuovi ideali? Cosa possiamo fare per la salvaguardia del nostro pianeta e di tutti i villaggi che fanno parte di questo grande paese che è la terra?

Silvana Grippi

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Note:

"Aldea" vuol dire villaggio in spagnolo.

L' Associazione socio-culturale D.E.A. (didattica-Espressione-Ambiente) quest'anno ha ospitato a Firenze la prof.ssa Cristina Morra esperta geografa che ci ha illustrato durante il Forum "tra scuola e volontariato" le luci e le ombre del Villaggio Globale, il suo interessante intervento è servito a rafforzare l'ipotesi di pericolo che avvertiamo a tutti i livelli.

L' agenzia di informazione DEApress che è nata per volere del prof. Pio Baldelli ribadisce fin dal 1990 l'importanza di affermare che le comunicazioni di massa sono la nuova forma di espressione sia del nostro micro villaggio fino ad arrivare al villaggio globale. Siamo entrati in punta di piedi nel settore informazione e comunicazione in relazione  dei nuovi media sia come una voce discordante che "medium antagonista" quasi un "terzo occhio". Speriamo di riuscire nel nostro intento di comunicari sociali, non riusciremo a salvare il pianeta ma sicuramente non staremo zitti contro le ingiustizie sociali.

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Luglio 2007 09:25 )  

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