DEApress

Thursday
Nov 05th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

28/11/1912

E-mail Stampa PDF

Image
28/11/1982

Oggi è un giorno speciale per l’Albania. Era il lontano 28/11/1912 quando Qemal Stafa e i suoi uomini riuscirono ad alzare la bandiera albanese a Valona e a dare la possibilità al piccolo Paese delle Aquile di raggiungere l’indipendenza dal lungo e pesante giogo ottomano.
L’Albania è stata abitata sin dalla preistoria. I progenitori degli Albanesi sono gli Illiri, popolazione autoctona che occupava territori -dal Danubio ai Balcani.
Storici illustri, come Demostene e Strabone, ricordano il valore di queste “tigri della guerra”. In particolare Strabone, che descrisse tutte le tribù illiriche, nomina quella degli Albanet. Verso il 1000 a.c. , gli Illiri occuparono il territorio dell'attuale Albania fondandovi un regno. Lo scontro con Roma, che mirava ad estendere il proprio controllo sull'Adriatico, fu inevitabile: le guerre illirico-romane, iniziate nel 229 a.C. si conclusero nel 167 a.C. con la vittoria di Roma. Il popolo illirico fu ridotto in schiavitù e il suo territorio fu frazionato in piccole unita' amministrative. Nello stesso anno pero' iniziò una tragica serie di incursioni barbariche: Visigoti, Unni, Ostrogoti si riversarono in Illiria, Macedonia e Grecia. In ultimo, verso la fine del VI secolo tribù slave di Serbi raggiunsero il territorio albanese dove stabilirono numerosi principati autonomi e cancellarono dalla storia gran parte della popolazione autoctona, assimilandola. Solo gli Illiri del sud resistettero agli uragani dei tempi, per riapparire sulla scena alcuni secoli più tardi col nome di Albanoi. Nei secoli X e XI iniziò il declino del sistema sociale schiavistico, mentre al suo posto subentravano gli elementi caratteristici del feudalesimo: i nobili arbereshe si sganciarono da Bisanzio e formarono il principato di Arberia, il primo stato feudale albanese della storia.
Nei secoli successivi il Paese – dove già dall'XI secolo è documentato il nome di “Albanesi” per designare i discendenti degli Illiri – fu teatro di accese rivalità per il suo possesso tra i Bulgari, Veneziani, Svevi, Angioini, ecc., finché nel 1389 sopraggiunsero gli invasori turchi. I principati locali resistettero uniti sotto la guida del principe Gjergj Kastrioti (Giorgio Castriota), detto Skanderbeg (1405-1468), che combattè con successo contro i Turchi, guidando l' insurrezione del popolo albanese, terrorizzato dai metodi repressivi dei dominatori. Durante la lotta degli Albanesi contro gli Ottomani continuò a svilupparsi il processo di formazione di un unico Stato centralizzato, ed il vessillo della famiglia Kastrioti, con l' aquila nera bicipite in campo rosso, divenne la bandiera nazionale albanese. Alla morte di Skanderbeg, gli Albanesi furono travolti dall'impero ottomano, che non aveva mai cessato di spedire regolarmente eserciti guidati dai più abili pascià turchi. La definitiva occupazione ottomana portò con sé la rovina economica del paese e la decadenza della cultura autoctona, con la distruzione di città, opere d'arte e architettoniche e la conversione di gran parte della popolazione alla fede musulmana. All' inizio dell’900, sotto la minaccia dello smembramento e dell' annessione del territorio da parte delle monarchie balcaniche, le forze rivoluzionarie albanesi ripresero vigore: nel 1910 scoppio la rivolta contro i Turchi. Durante la prima guerra balcanica, in reazione alle incursioni in territorio albanese della coalizione nemica, Ismail Kemal Bey il 28 novembre 1912 proclamò l'indipendenza.
Le potenze europee riconobbero tale indipendenza, ma affidarono il potere al principe tedesco Guglielmo di Wied (aprile 1914). Lo scoppio della prima guerra mondiale spazzò via questa fragile costruzione politica. L'Italia, la Grecia e vari altri paesi occuparono l'Albania, la cui indipendenza fu riconosciuta finalmente nel 1920.

Ma arrivando ai giorni d’oggi, dopo una ferrea dittatura duratasi 50 anni, l’Albania si ritrova con una situazione politica ed economica molto fragile. In  una situazione assai difficile molti trovano come soluzione la via di fuga in altri paesi, lontani o vicini, trovandosi ad affrontare mentalità e culture diverse. L’immagine dell’Albania in questi tempi è circoscritta. Secondo me l’Albania in questo momento ha due facce: la prima quella della droga, prostituzione e corruzione-che esiste come in ogni altro posto del mondo- e la seconda quella la quale migliaia e migliaia di persone  offrono il suo sudore, la loro cultura. E’ solo che quest’ultima non fa scalpore e si trova difficilmente tra le pagine di cronaca quotidiana. La prova? Nelle università italiane studiano più di mille studenti albanesi. E’ più di 47 studenti all’anno riescono a laurearsi.
Vorrei introdurre 2 interviste. Si tratta di due ragazze albanesi, le quali a settembre 2007 si sono laureate in Economia e Commercio a Firenze. Una si chiama Eni e l’altra Betta,rispettivamente di 23 e 22 anni.

-Ciao ragazze.
Eni, Betta: Ciao.
-E’ da poco che vi siete laureate in economia?
Eni, Betta: Si è vero. E’ un po’ strano per adesso, pero ci stiamo ambientando a meraviglia. Finalmente abbiamo raggiunto il nostro obbiettivo, ma non ci fermiamo qui. Adesso stiamo seguendo la specialistica.
-Vi siete laureate in tempo, ma durante questo tempo avete lavorato o meglio i vostri mezzi di mantenimento?
Eni, Betta: Fino ad ora abbiamo sempre usufruito della Borsa di studio che ci permetteva di avere un posto alloggio e il pasto gratuito in mensa.
- Durante gli anni di studio, quale sono state le difficoltà che avete avuto?
Eni, Betta: Ma in generale nessuna. Magari introdursi, è difficile farsi conoscere nei ambienti studenteschi. Qui le amicizie sono già instaurate. Invece noi abbiamo dovuto cominciare da capo. Per esempio, noi due, io e Betta, ci siamo conosciute qui, a Firenze. Ambientarsi a modi diversi, giudizi diversi è stato quello un po’ difficile ma allo stesso tempo un modo per riflettere e capire.
-Quante lingue sapete?
Tutte e due: Italiano, Inglese, Spagnolo e un po’ di Francese.
-In Albania, pensate di ritornare?
Tutte e due: Le nostre famiglie sono là. Ci mancano, è una buona giustificazione per tornarci.
-Ma per sempre ci tornereste?
Betta, Eni: Ci sarà sempre nei nostri pensieri tornare in Albania.

Io vi ringrazio ragazze della vostra disponibilità e della vostra cortesia e ne approfitto per augurare ad Eni buon compleanno, che oggi, il giorno dell’ indipendenza, compie 23 anni.
Vi auguro a tutte due ulteriori progressi e un successo in tutti i campi della vita.
Era a questo che eroi come Skanderbeg e Ismail Qemali miravano. Ad una Albania forte, libera culturalmente ed economicamente. Sono persone come loro che dovrebbero far scalpore, ma spesso anche volontariamente queste notizie fuggono ai masmedia.

Aurora Alushaj-DEApress

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Novembre 2007 11:02 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 05 Novembre 2026
ccccccc
Sara Bonafè . 05 Novembre 2026
  Questa sera alle ore 17.00 all’Associazione D.E.A. in via Alfani 16r si terrà il seminario su Pratolini  con la proiezione “Le ragazze di San Frediano”. Se volete prenotarvi per questa o per altre proiezioni contattate: redazione@deapress.co...
Sara Bonafè . 04 Novembre 2026
Barbara Kopple nasce a New York il 30 luglio del 1946. Dedica la sua carriera alla regia e alla produzione di film intensi e di grande impatto emotivo. Incentra i suoi lavori su questioni politiche e sociali tra cui i diritti dei lavoratori e la l...
simone fierucci . 04 Novembre 2026
  Il rapporto Global Witness denuncia la violenza contro le comunità indigene e contadine che difendono i propri territori dall’accaparramento e dallo sfruttamento delle risorse. Dal 2012 sono 2.375 le vittime documentate, soprattutto in Amer...
Silvio Terenzi . 03 Novembre 2026
Luca Cipolla"71" L’idea più fertile di “71” sta forse nella sua rinuncia alla mera perfezione estetica. Luca Cipolla non cerca una lingua uniforme né una costruzione poetica che cancelli le proprie fratture, non dribla le venature del linguaggio...
DEAPRESS . 03 Novembre 2026
IN MEMORIA DI TITO FAZŹINI PIONIERE  DI FISICA SPERIMENTALE ALL'UNIVERSITA' E AL CERN   Articolo di Cristina Fontanelli E' scomparso all'eta' di centocinque anni Tito Fazzini, illustre scienziato italiano del Secolo Breve che fino ...
Silvio Terenzi . 02 Novembre 2026
Sandro Storri “L’Italia al contrario: riflessioni su unademocrazia incompiuta" Sandro Storri costruisce “L’Italia al contrario” e ci riesce attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: basta chiamarsi democrazia per esserlo davvero? I...
Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026

Galleria DEA su YouTube