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W l'immigrazione povera

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L'automobile bruciata in via degli Alfani (s.grippi)


A Firenze ritorna l'incubo dei piromani notturni. La notte scorsa si sono riviste macchine e bidoni della spazzatura bruciati, come non succedeva da qualche anno.
Chi siano i responsabili non è dato saperlo, ma è chiaro e evidente l'humus da cui emergono queste espressioni di stupidità: la ricchezza.
Giovani annoiati, alla ricerca di una trasgressione, probabilmente figli di buona famiglia che non hanno rispetto alcuno per il valore del denaro. Non c'è altra spiegazione, non ci può essere altra spiegazione.
E allora forse sarebbe utile riconsiderare la cosiddetta "questione sociale", in cui si indica sempre nella povertà e nella precarietà la fonte di ogni male.
A Firenze, almeno in centro, il pericolo per la sicurezza è rappresentato da giovani ubriachi (e ubriachi perché, col portafogli pieno, possono permettersi di pagare le salatissime consumazioni dei locali) che perdono la testa, diventano violenti e brandiscono le bottiglie di vetro come armi. In centro a Firenze, l'immigrazione povera non è un pericolo per nessuno. Maghrebini, somali, senegalesi, albanesi lavorano onestamente per portare a casa la sudata (e spesso vigliaccamente misera) pagnotta; al massimo onestamente rubano: sì perché, a guardarsi bene intorno, ormai i veri ladri sono soltanto dei gentiluomini. Chi ha da pensare a mangiare o a mandare le rimesse in patria, non ha tempo da perdere con le sciocchezze.
E allora sono i figli di papà italiani e statunitensi a mettere davvero paura. Gli statunitensi, in particolare, senza voler fare dell'allarmismo qualunquista, ma semplicemente osservando la realtà senza infingimenti, bivaccano per anni da noi, fingendo di voler imparare una lingua per cui non hanno alcun interesse, rifiutando ogni forma di integrazione (anche culturale), fino a diventare i veri e temuti padroni della notte. Il parlare a bassa voce, il rispetto del riposo, il rispetto delle cose degli altri non esistono. Quello che conta sono i soldi che portano nelle nostre casse e nient'altro. Loro ci comprano e noi a voltarci altrove e a urlare "Al lupo, al lupo" verso poveri malcapitati.
Ma il problema c'è, non può essere taciuto. C'è un problema sociale legato a una cultura politica di colonialismo moderno. E il problema va affrontato.
E ci dispiace per Veltroni che non capirà, ma in Italia, la vera emergenza è l'immigrazione ricca, non la cara e tranquilla immigrazione povera.

Giulio Gori

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Aprile 2008 14:58 )  

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