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Good morning Somalia

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Riceviamo e pubblichiamo: "battere la sottocultura, l'ignoranza e il razzismo...
 
GOOD MORNING SOMALIA !!!
 
In sede è stata staccata la linea telefonica, mi trovo costretto a scrivere da un interpoint della zona (dove, ovviamente non pago una lira...).
Sono stato bersagliato in questi giorni da telefonate di decine di giornalisti, ma anche da "politici dell'ultim'ora" che mi chiedono informazioni sui richiedenti asilo provenienti dalla Somalia.
Ho letto sui media il solito "universo di banalità" di sciocchezze infinite, di mistificazioni della realtà che come sempre prendono il sopravvento sulla storia reale di un popolo intero....
 
UN PO' DI STORIA:
Nel 1980 casca il generale SIAD BARRE', un governatore che ha usato l'elemento della forza per governare per oltre trenta anni la nazione somala. I suoi luogo tenenti (come spesso accade nel continente africano) gli voltano le spalle. Gli alleati (Italia, ma anche la Russia...) vivono un momento difficile e non intervengono nella crisi somala.
La società somala è formata da una miriade di "clan"  e di gruppi tribali diversi. Unire una costellazione di migliaia di ceppi diversi è cosa realmente difficile.
Esistono le "famiglie di Mogadiscio" quelle del "Nord", quelle del SUD, e sopratutto i clan in tutto il paese. Chiunque deve "governare deve fare i conti" con queste famiglie.
La "GUERRA CIVILE" tra i clan scoppia quasi subito. A contendersi il territorio della capitale il clan di ALI' MAHDI (sostenuto anche dal governo italiano) e il clan del generale AIDID, sostenuto dai russi...oltre a loro una miriade di piccole formazioni e la comparsa in forma organizzata dell'ESERCITO DEL NORD (SOMAILAND). Una formazione inizialmente di ispirazione marxista, che autogoverna alcuni territori nel nord della Somalia.
Interviene la "forza internazionale di pace" che non solo non riesce a pacificare la forze in campo ma semina ancora più morti e più terrore. Gli eserciti della forza internazionale di pace sono visti come eserciti invasori, e sono osteggiati dall'intera nazione somala.
Sono migliaia i casi di violenza che i soldati compiono su una popolazione inerme. L'esercito italiano non è da meno. Vengono pubblicate foto su riviste, ma i racconti e le testimonianze di molti abitanti e di cooperanti internazionali sono la macabra realtà ch al peggio non vi è mai fine...
L'esercito internazionale lascia una nazione ancora pìù ridotta a pezzi. Una nazione alla fame, alla guerra strada per strada. Il generale Aidid muore in un agguato, Alì Mahdi scompare, l'esercito del nord viene distrutto. Ora è davvero guerra strada per strada. Ogni CLAN a Mogadiscio comanda su una strada diversa, l'aereoporto internazionale definitivamente chiuso, i cooperanti, "emergency", medicina senza forntiere restano ma senza attrezzature nè finanziamenti.
In questo clima da barbarie, con ogni tanto un congresso (che si riunisce a Tripoli, oppure a Nairobi) che designa un presidente fantoccio ogni sei mesi, migliaia di giovani (quelli che riescono a pagare) scappano da un vero e proprio inferno...
Ed è proprio in questo "caos" generale che prendono il sopravvento le CORTI ISLAMICHE.
Le corti islamiche nascono nel 1994. Sono sopratutto studenti che hanno studiato nelle "scuole coraniche" dello Yemen e del Sudan. Formano un vero e proprio esercito, non hanno grandi nemici, il caos impera e in pochi mesi sbaragliano tutti gli oppositori.
Le Corti Islamiche portano soldi, moschee, ordine e anche ospedali e mense. Ma il tentativo di portare il modello "talebano" in Somalia deve fare i conti con una realtà culturale completamente diversa. La nazione somala seppure islamica, seppure frastagliata, vive di usi e costumi particolari (sulla medicina e sulle erbe ad esempio...). Dapprima vengono chiusi i BAR e i luoghi di ritrovo, successivamente (fatto gravissimo) viene abolito il calcio tra i giovani e tutti i campetti di calcio distrutti.
Riprendono, scontate, le rivolte... le Corti islamiche allora si alleano nuovamente con le famiglie più potenti....ma le rivolte contro le Corti sono sempre più intense.
Siamo nel 2006 e l'esercito del nuovo generale eletto presidente da un parlamento in esilio (non mi ricordo il nome, ricordo che è lo zio di Adamo del Bar Daniela...) riprende piano piano il controllo del territorio. Ma deve pagare il prezzo di essere stato aiutato dall'esercito etiope (nemico da sempre del popolo somalo...), la pace  ovviamente dura solo qualche giorno...oggi attentati, pirateria, bande e violenza sono ricominciate in una nazione che sembra non avere mai un futuro diverso.
 
Davanti a considerazioni scritte in velocità estrema quali spiegazioni dovremmo dare al giornalista di turno. Che l'Italia ha operato solo drammi in terra di Somalia ?
Come movimento abbiamo sempre cercato di riportare le "differenze" dentro ad un dibattito e alla costruzione di un futuro diverso, Talvolta ci siamo riusciti, talvolta no...
 
Ma ricordiamo bene che nell'inverno del 2003 il primo gruppo di giovani somali (una trentina) che abbiamo conosciuto in Piazza Santa Maria Novella non proveniva dai "viaggi della morte", provenivano dal Nord Europa, avevano TUTTI casa e lavoro. Gli scellerati accordi di Dublino (approvati da tutti i partiti) li hanno costretti a tornare OBBLIGATORIAMENTE nel paese dove sono sbarcati.
Siamo già alla seconda generazione di giovani somali richiedenti asilo. Nessuna protezione umanitaria, nessun segnale di accoglienza.
E siamo costretti a bubire la solita frattaglia di stronzate mediatiche... FINO A QUANDO ?
 
IL 14 OTTOBRE MIO MALGRADO SI SVOLGE L'ENNESIMO PROCESSO. QUESTA VOLTA SONO IMPUTATO INSIEME A VENTI RAGAZZI SOMALI PER L'OCCUPAZIONE DI VIALE VOLTA DOPO I DANNI LE BEFFE...
PUO' ESSERE L'OCCASIONE PER FARE CHIAREZZA...UN PROCESSO CHE NON DOVREBBE NEANCHE COMINCIARE
 
lorenzo"

Fabrizio Cucchi, DEApress

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