“Mai più uccisi perché gay”. E’ lo slogan del sit-in di
protesta promosso da Arcigay, Arcilesbica e Certi diritti, che si svolgerà oggi
pomeriggio a Roma, in piazza Pio XII, a San Pietro, al confine tra lo Stato italiano e quello vaticano.
L’iniziativa è stata organizzata per protestare contro la posizione assunta dal
Vaticano nei confronti della proposta del governo francese all’Onu di
depenalizzare l’omosessualità nel mondo. Nei giorni scorsi, il rappresentante
della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, mons. Celestino Migliore,
aveva infatti sostenuto in un’intervista la contrarietà della Chiesa di fronte
alla proposta francese.
Secondo le associazioni promotrici del sit-in, il Vaticano,
non firmando il documento che
Sono 88 i paesi del mondo che condannano con il carcere, la
tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di
questi (Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati arabi, Sudan, Nigeria, Mauritania)
è prevista la pena capitale. “Vogliamo rivolgerci - ha spiegato Fabrizio
Marrazzo, presidente di Arcigay Roma -
anche ai fedeli cattolici, offesi, come noi, da parole che negano la vita della
persona. A loro chiediamo di riflettere, perché siano al nostro fianco in un
momento in cui è importante ribadire con forza che nessun credo religioso può
giustificare l’opposizione alla cancellazione di una barbarie che ogni anno
produce incarcerazioni e sentenze di morte”. “Questa posizione - ha
aggiunto Marrazzo - ha turbato fortemente la nostra comunità, e
non solo. Tantissimi sono i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando. Il
Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone
l’orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto
evangelico di amore e fratellanza”.
Un’analoga
manifestazione di protesta si tiene oggi a Genova, sede del prossimo Gay Pride, davanti
all’Arcivescovado.
Valentina Casini - DEApress
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