Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI, con un comunicato stampa, ieri ha voluto "mettere il dito sulla piaga":
"La notizia è di ieri sera, eppure è passata pressochè sotto silenzio: i carabinieri di Reggio Emilia e San Polo d’Enza hanno arrestato tre imprenditori e un capo cantiere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’introduzione e alla permanenza di cittadini clandestini sul territorio nazionale, nonché di falsificazione di permessi di soggiorno, estorsione e impiego di manodopera clandestina. Gli ‘imprenditori’, se così possiamo chiamarli, pagavano i lavoratori immigrati 1,70 euro all’ora per turni di lavoro di 18 ore, in cantieri edili del centro e nord Italia, e li stipavano in case isolate senza riscaldamento, sfruttandoli con il miraggio del permesso di soggiorno. La gravità di questa notizia e la sua sottovalutazione vanno al di là del drammatico fatto di cronaca: dimostrano come l’abbassamento della soglia di attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla piaga del lavoro nero possa produrre tragedie nel silenzio generale. Proprio mentre il governo lavora alla modifica peggiorativa del Testo Unico sulla sicurezza varato nella scorsa legislatura. Noi comunisti vogliamo denunciare tutto ciò e concentreremo ogni sforzo per rilanciare il primato del lavoro e della sua dignità".
Purtroppo il caso su cui richiama l'attenzione l'esponente comunista, non è affatto isolato: a più riprese organi di stampa (più o meno) indipendenti hanno segnalato le condizioni di schiavitù in cui versano ad esempio molti degli immigati impiegati nella raccolta dei pomodori. Personalmente faccio appello affinchè anche i semplici cittadini si mobilitino per spezzare la "congiura del silenzio" che attualmente permane su queste questioni.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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