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Sul caso De Angelis e sulle ferrovie

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Quest'estate il macchinista Dante De Angelis (oltretutto rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) venne licenziato perchè ruppe la "cortina di silenzio" in merito alla sicurezza dei tanto decantati Eurostar. Una petizione in rete ha già raccolto migliaia di firme "bipartisan" per la sua riassunzione da parte delle ferrovie, e si sono svolte innumerevoli iniziative che hanno dimostrato il sostegno del proletariato alla sua lotta. Ma non solo non è stato riassunto: i vertici aziendali, insistono nel chiedere da lui una smentita....F.De Sanctis, responsabile Trasporti del PdCI, in un comunicato stampa sintetizza così la vicenda:“E’ iniqua e persecutoria la richiesta di Trenitalia di una dichiarazione da parte di Dante De Angelis ‘da rendere pubblica, in cui si riconosca l’assoluta infondatezza di quanto affermato in merito agli incidenti degli Eurostar’, pena il mantenimento del suo licenziamento. In un paese che conta l’orribile primato di più di quattro morti al giorno sul lavoro è inaccettabile che venga licenziato un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che ha fatto solo il suo dovere. Sono già più di cinque mesi che dura questo licenziamento ed è già troppo per qualsiasi coscienza civile. E’ intollerabile che, dopo cinque mesi, con lettera non firmata, Trenitalia ponga il ricatto occupazionale allo stesso rls, chiedendogli l’umiliazione di una pubblica abiura. Questo accanimento conferma gli intenti politici e punitivi del licenziamento. Proprio nel mentre la categoria lotta contro le discriminazioni, la repressione disciplinare, le mille pressioni sui giovani apprendisti e per lo stesso esercizio del diritto di sciopero, proclamato e confermato per il 23 gennaio prossimo. Contro il licenziamento di Dante i ferrovieri hanno, infatti, già indetto tre scioperi nazionali il 26 settembre, il 29 ottobre e il 28 novembre del 2008, tutti precettati dal Ministro Matteoli, pur in assenza di rilievi della commissione di garanzia. Una quarta precettazione sarebbe un abuso di potere. Il diritto di sciopero non può essere negato con atti amministrativi. Sarebbe uno schiaffo alla Costituzione”.
Date le pessime condizioni di lavoro dei ferrovieri, e l'indifferenza di Trenitalia anche verso i pendolari costretti a subire ogni giorno i disservizi causati dalla smania di profitto (treni stracolmi, scomodi, e oltretutto cari...), non posso che invitare "l'utenza" a solidarizzare con i lavoratori in lotta.

Fabrizio Cucchi, DEApress

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