Secondo una ricerca del Censis un pendolare italiano impiega sul treno in media 72 minuti per spostarsi giornalmente in andata e ritorno da e per il luogo di lavoro e/o di studio pari a più di un mese di giornate lavorative.Per costruire le infrastrutture per l’alta velocità si contano morti bianche per un numero considerevolmente alto. Gli incidenti ferroviari spesso denunciano una mancanza di strumentazione moderna e necessaria per la semplice comunicazione tra macchinista e centrale operativa, i binari unici sono diventati un pericolo nel cambiamento tecnologico del trasporto su rotaie, la mancata manutenzione giornaliera degli scambi da parte di addetti sul posto è venuta meno per risparmiare sui costi rinunciando così,ogni giorno al necessario ripristino dei punti nevralgici per una corretta e sicura percorrenza. La tav, utile prevalentemente a una clientela di professionisti lascia irrisolte le problematiche di un’utenza di lavoratori e studenti che giornalmente si trovano immersi in disagi e disservizi provocando un malcontento esasperato. La soppressione e la notevole riduzione di alcune tratte, ha ridotto la convenienza di viaggiare in treno considerando anche i costi del biglietto che molto spesso non trova più un beneficio nel rapporto convenienza.I responsabili di Trenitalia dovrebbero essere consapevoli che una legittima modernizzazione comprende la totalità della proprio servizio per dar modo a tutta la cittadinanza di usufruire di quei benefici che l’Azienda dovrebbe essere orgogliosa di mettere a disposizione senza precludere parte della collettività.