Ciò che molto fa discutere negl iultimi tempi è la decisione di tornare a servirsi delle central inucleari per la produzione di energia. Dopo la tragedia di Chernobylnel 1986 la popolazione, con un referendum, si oppose al nucleare. La crescente domanda di energia impone nuovi metodi e nuove prospettive per la costruzione di impianti e centrali che siano davvero competitive dal punto di vista energetico, anche a costo dell'ambiente e della sicurezza. Cosi accade che invece di investire sulla ricerca di fonti energetiche rinnovabili si opta di nuovo per una scelta che di senso ne ha gran poco, considerando che le riserve mondiali di uranio, a detta degli esperti, di esauriranno entro 50 anni. La soluzione è cosi solo a breve termine senza citare il problema dello “smantellamento” delle scorie che rimangono radioattive per migliaia di anni. Per non parlare dell'affidabilità della politica italiana: non riusciamo neanche a riciclare i rifiuti e crediamo di poter gestire scorie nucleari radioattive? Bisogna ribadire che se la domanda energetica continua a salire è anche colpa dei singoli cittadini. Questa malsana “politica” e idea dello spreco; a chi importa se le risorse non sono illimitate?Basterebbero pochi gesti per garantire un futuro migliore, oltre che a noi, anche alle prossime generazioni. Sono in pochi però a prendere l'iniziativa perché come sempre si tende a seguire la massa e le cose rimangono cosi come stanno: tutti si lamentano e nessuno fa niente. E' sempre troppo facile incolpare qualcun altro quando in realtà il gesto che fa la differenza è spegnere la luce quando non serve.
Matteo Ghetta
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