La sfida della Groenlandia.

Venerdì 15 Maggio 2009 16:00 Riccardo Fratini
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Dopo trecento anni sotto l’egida danese, il 25 novembre ultimo sorso,  il referendum per l’autonomia  e l’indipendenza dalla Danimarca ha vinto a larga maggioranza. Nonostante il clima gelido l’affluenza alle urne è stata del 72% e il 75,5% dei 39mila elettori ha detto sì. I groenlandesi hanno espresso la loro decisione a divenire il primo Stato eschimese del mondo da adesso al 2016 anche se  bisognerà attendere il  giugno 2009 perché la Groenlandia acquisti piena  autonomia in materia di giustizia e  la lingua inuit diventi lingua ufficiale. – La Danimarca conserverà la reggenza in politica estera e difesa  - Tra gli apprezzamenti e la commozione  dei vincitori non sono mancate riflessioni riguardo le difficoltà di questa area così vasta dove mancano ferrovie, strade e l’ottanta per cento del territorio è coperto da ghiacci. Il trasporto è possibile solo su navi o in aereo clima permettendo. Vi è una diffusa povertà e un alto tasso di alcolismo, l’istruzione superiore manca di  totale sviluppo. Tutto ciò comporta una economia fievole che pone resistenze all’avvio di una indipendenza sostanziale. Anche se  la Groenlandia dispone di notevoli risorse naturali di materie prime  non ha mezzi finanziari per svilupparle e con la vittoria del referendum verranno a mancare ben 420 milioni di euro di sovvenzioni danesi quindi dovranno autofinanziarsi. E’ una notevole sfida all’autodeterminazione e sarà sicuramente un banco di prova riguardo all’autonomia totale per la quale è atteso un secondo referendum. 

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