Vent
Giovedì 12 Novembre 2009 04:29
Riccardo Fratini
In questi giorni è ricorso il ventennale dal crollo del muro di Berlino. Un evento memorabile che ha segnato un cambiamento radicale nell’assetto mondiale politico.La guerra fredda ha delineato un’epoca di repressione per quei Paesi oltre cortina sebbene alcuni aspetti sembrava funzionassero: la scuola pagata dallo Stato, la sanità riconosciuta per tutti, a nessuno mancava un alloggio anche se tutto era proprietà dello Stato . Vi erano però degli obblighi da rispettare; terminati gli anni di studio c’era il divieto di espatriare, i viaggi oltre confine erano difficilissimi, persino nello sport gli atleti difficilmente avevano il permesso di andare in Occidente.La guerra fredda stabilizzava il bene dal male, l’America considerata la parte buona, la Russia la parte cattiva si caratterizzavano nelle due forze contraddistinte: la parte occidentale – Nato – e la parte orientale – Patto di Varsavia -; il comunismo era considerato il nemico e le due super potenze si puntavano i missili contro, stabilizzando un equilibrio oltre il quale nessuno superava consapevoli dei gravi rischi mondiali. Il muro era difeso a colpi di mitra per chiunque si avvicinasse alla zona limite.Le enormi offese che molte persone hanno subito nel gulag, dissidenti mandati in zone specifiche di segregazione e forse torturati hanno dovuto subire umiliazioni di ogni sorta. Ovviamente la caduta del muro è stata espressione di acquistata libertà!Il programma di Mikhail Gorbacev con la Perestrojka aveva programmato una gradualità al cambiamento che altrimenti sarebbe stato incontrollabile; Boris Eltsin contraddisse questo programma mettendo in ridicolo il suo antagonista. Lo sconvolgimento di questo grande evento ha destabilizzato gli equilibri che si erano consolidati: le frazioni che erano annesse all’Unione Sovietica hanno reclamato la loro indipendenza fomentando guerriglie che poi sono sfociate in vere e proprie guerre civili, la criminalità organizzata ha fiutato terreno facile in un territorio vergine per le mafie che si sono ramificate creando interessi criminosi, il terrorismo è diventato il sostituto della guerra fredda.Quello che, con il crollo del muro di Berlino, avrebbe dovuto diventare una maggiore espressione di giustizia sociale si è invece ramificata in una perdita di identità politica e di valori frantumati.Vent’anni non sono stati sufficienti a ristabilire un nuovo equilibrio; la criminalità ha avuto modo di organizzarsi mentre i poteri legittimi sono inerti lasciando le popolazioni in nuove disperazioni.