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Sulle leggi in materia di malattia mentale

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L'agenzia di stampa "Asca" riportava ieri : "La riforma della legge 180 rientra nel programma di Governo votato nel 2008, mi sono sentito personalmente con il presidente Berlusconi''. Cosi' il deputato Pdl e vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Carlo Ciccioli, primo firmatario della proposta di legge ''Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica'', replica al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine del convegno ''Andare oltre la legge 180 nella direzione dei pazienti e delle loro famiglie''. Ciccioli ha spiegato che si tratta ''di una legge di iniziativa parlamentare e il ministro puo' andare in minoranza''. La proposta di legge prevede il trattamento sanitario obbligatorio prolugato, ma, ha aggiunto Ciccioli, ''nessuno vuole ricostruire alcun tipo di ospedale psichiatrico. La legge 180 non e' una cattiva legge, ma una legge mutilata, c'e' un vuoto normativo''. La Pdl e' in discussione in Commissione [....] ''Non sappiamo dove mettere i malati - ha detto Maria Luisa Zardini, presidente dell'Arap (associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica) - servono ricoveri e percorsi riabilitativi che siano piu' lunghi. Va benissimo che la legge 180 abbia chiuso i manicomi, ma serve una presa in carico perche' un ragazzo schizofrenico che inizia a bere alcol, a usare stupefacenti, diventa una mina vagante e non e' possibile che un malato sia ricoverato solo nei casi piu' acuti, sedato e poi rispedito al mittente, senza risolvere il problema in nessun modo''. Insomma, ''queste persone devono essere curate e a volte si deve anche agire contro la loro volonta' i trattamenti devono poter essere fatti a discrezione del medico anche se il paziente non li vuole perche' non in grado di ragionare''.
Ora, sò bene che quel che dirò farà infuriare qualche lettore....Per essere chiari, la moderna psichiatria si basa essenzialmente sull'uso di farmaci....Per non parlare dei pasdaran dell'elettroshock, ancora in piena attività ad es. a Pisa, malgrado le prove della scarsa efficacia e dei molti effetti collaterali....Innanzitutto devo osservare che psicofarmaci e trattamenti simili vengono de facto utilizzati (nelle carceri, nei CIE, etc.) per reprimere il dissenso ....Anche grazie a medici compiacenti....E che questo è vergogna  per la scienza medica.....Che, in Italia venne fatto tanto chiasso quando analoghi metodi vennero impiegati nei confronti di dissidenti sovietici, e che quindi, non solo è immorale, ma anche incoerente averli adottati....Che la distinzione tra il ribelle e il malato psichiatrico è spesso dubbia....Ma sto divagando! Non è questo il punto....Ammettiamo per un attimo che le diagnosi a) siano sempre e comunque imparziali e soprattutto b) riferiscano  stati patologici reali....Due condizioni queste, che, avendo avuto parenti, amici, conoscenti, etc. sottoposti a cure di tal genere.....Non le ho ancora mai viste..... Forse per questo il paziende perde i diritti inalienabili dell'uomo e del cittadino? Vogliamo che d'ora in poi ad es. il diritto di voto venga concesso dietro analisi medica attestante la sanità mentale? Personalmente non ritengo che taluni parlamentari godano di una decente salute psichica, ma non mi sognerei mai di imporgli un trattamento farmacologico....E' gravissimo che un medico affermi: " i trattamenti devono poter essere fatti a discrezione del medico"....Fareste una trasfusione di sangue ad un Testimone di Geova? E quello è un caso d'urgenza....Ma, mi si risponderà, in taluni casi il paziente non è in grado di ragionare.....Ora, il non essere in grado di ragionare non è una scusante per fargli qualunque cosa ci passi per la testa....Se, passeggiando per strada vengo colto da un malore, e mi svengo, questo non autorizza i presenti a spogliarmi completamente, magari per farmi respirare meglio, o a prendermi il portafogli, etc....Se esiste uno stato di patologia psichiatrica  a) inequivocabilmente dimostrabile b) inequivocabilmente grave, la legge dovrebbe, (proprio per questo!)  tutelare maggiormente il diritto di scelta del singolo contro quello della collettività, autorizzando solo quei trattamenti che il malato, senza alcun condizionamento, e pienamente informato di tutti i possibili effetti collaterali, approva.
Fabrizio Cucchi, DEApress

L'agenzia di stampa "Asca" riportava ieri, a proposito della famosa 180, la "legge Basaglia"  : "La riforma della legge 180 rientra nel programma di Governo votato nel 2008, mi sono sentito personalmente con il presidente Berlusconi''. Cosi' il deputato Pdl e vice presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Carlo Ciccioli, primo firmatario della proposta di legge ''Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica'', [....] ''Non sappiamo dove mettere i malati - ha detto Maria Luisa Zardini, presidente dell'Arap (associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica) - servono ricoveri e percorsi riabilitativi che siano piu' lunghi. Va benissimo che la legge 180 abbia chiuso i manicomi, ma serve una presa in carico perche' un ragazzo schizofrenico che inizia a bere alcol, a usare stupefacenti, diventa una mina vagante e non e' possibile che un malato sia ricoverato solo nei casi piu' acuti, sedato e poi rispedito al mittente, senza risolvere il problema in nessun modo''. Insomma, ''queste persone devono essere curate e a volte si deve anche agire contro la loro volonta' i trattamenti devono poter essere fatti a discrezione del medico anche se il paziente non li vuole perche' non in grado di ragionare''. Fin qui l'Asca...

Ora, sò bene che quel che dirò farà infuriare qualche lettore....Per essere chiari, la moderna psichiatria si serve grandemente dell'uso di farmaci....Per non parlare dei pasdaran dell'elettroshock, ancora in piena attività ad es. a Pisa, malgrado le prove della scarsa efficacia e dei molti effetti collaterali....Innanzitutto devo osservare che psicofarmaci e trattamenti simili vengono de facto utilizzati (nelle carceri, nei CIE, etc.) per reprimere il dissenso ....Anche grazie a medici compiacenti....E che questo è vergogna  per la scienza medica.....In Italia venne fatto tanto chiasso quando analoghi metodi vennero impiegati nei confronti di dissidenti sovietici, e  quindi, non solo è immorale, ma anche incoerente averli adottati....Che la distinzione tra il ribelle e il malato psichiatrico è spesso dubbia....Ma sto divagando! Non è questo il punto....Ammettiamo per un attimo che le diagnosi a) siano sempre e comunque imparziali e soprattutto b)si riferiscano  (e in maniera attendibile) a stati patologici reali....Due condizioni queste, che, avendo avuto parenti, amici, conoscenti, etc. sottoposti a cure di tal genere.....Non le ho ancora mai viste..... Forse per questo il paziende perde i diritti inalienabili dell'uomo e del cittadino? Vogliamo che d'ora in poi ad es. il diritto di voto venga concesso dietro analisi medica attestante la sanità mentale? Personalmente non ritengo che taluni parlamentari godano di una decente salute psichica, ma non mi sognerei mai di imporgli un trattamento farmacologico....E' gravissimo che un medico affermi: " i trattamenti devono poter essere fatti a discrezione del medico"....Fareste una trasfusione di sangue ad un Testimone di Geova? E quello è un caso d'urgenza....Ma, mi si risponderà, in taluni casi il paziente non è in grado di ragionare.....Ora, il non essere in grado di ragionare non è una scusante per fargli qualunque cosa ci passi per la testa....Se, passeggiando per strada vengo colto da un malore, e  svengo, questo non autorizza i presenti a spogliarmi completamente, magari per farmi respirare meglio, o a prendermi il portafogli, etc....Se esiste uno stato di patologia psichiatrica  a) inequivocabilmente dimostrabile b) inequivocabilmente grave, la legge dovrebbe, (proprio per questo!)  tutelare  il diritto di scelta del singolo, autorizzando solo quei trattamenti che il malato, senza alcun condizionamento, e pienamente informato di tutti i possibili effetti collaterali, approva. Se non è in grado di approvare alcunchè....Solo farmaci e trattamenti "salvavita", in casi di urgenza immediata. Altrimenti andiamo verso la dittatura dei medici....

Fabrizio Cucchi, DEApress

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