In questi giorni la stampa ci ha dato due notizie dove è riscontrabile una importante preoccupazione sociale riguardo lo scatenarsi di episodi di violenza provocati da una insita rabbia riguardo il "divrso da noi" e l'esasperazione nei confronti dei nostri simili.
Nel primo caso una infermiera rumena è stata ridotta in gravi condizioni per un cazzotto subito da un ragazzo italiano di venti anni: da un insignificante alterco è nata subito la violenza.
Una donna di 32 anni che svolge il suo lavoro cercando di dare il suo contributo per la salute dei cittadini e la cui integrazione non va messa in causa, è stata aggredita forse per "l'accento straniero" consapevoli che alcuna parte di "stranieri" sono stigmatizzati da una sottocultura provocata anche dai messaggi che parte della politica imprime con esempi comportamentali non proprio esemplari: la creazione dei cosiddetti CIE - centri di identificazione e espulsione - insieme ad una propaganda politica di respingimenti, alimentano un malcelato "odio" nei confronti di tutti gli emigrati in particolar modo con determinate etnie particolamente "sospettate".
L'episodio davvero allarmante però riguarda la totale indifferenza dei passanti di fronte ad una persona stesa per terra sofferente: nessuno si è fermato per soccorrere la donna.
Il Sindaco di Roma ha proposto la medaglia al giovane militare che ha fermato l'aggressore e vuole denunciare chi ha omesso i soccorsi.
Due atteggiamenti contraddittori che andrebbero a "premiare" un comportamento che dovrebbe essere di normale abitudine e andrebbe sì a monitorare un atteggiamento collettivo indegno ma andrebbe a ledere una indifferenza tanto raccapricciante quanto provocata dalla stessa matrice che adesso vuol punire l'incompiuto.
La stessa reazione dell'aggressore all'arrivo dei carabinieri: "Mi ha offeso e l'ho colpita. Adesso me ne posso andare?" indica tutta l'arroganza e il disprezzo dettati da una egoistica e dannosa esuberanza.
Il secondo episodio riguarda l'aggressione di più persone ai danni di un tassista che ha investito un cane: sceso per scusarsi è stato invece riempito di botte dai passanti allarmati dalle grida della proprietaria dell'animale domestico.
Quado si tratta di soccorrere prevale l'indifferenza ma quando si tratta di aggredire l'indifferenza non si manifesta.
Qualcosa è decisamente da rivedere nei comportamenti umani.
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