Un'analisi di Piero Ottone pubblicata su "Il Venerdì" di questa settimana, ci riporta alla riflessione etica su come una classe dirigente debba essere superiore agli interessi di parte - seppur consapevoli che le classi dominanti abbiano sempre agito nel loro interesse - trovando il giusto equilibrio tra supremazia dei governanti e benessere dei governati.
La classe dirigente di buona qualità sa conciliare il proprio interesse con l'interesse generale. Essa ha riscontro di autorevolezza e prestigio solo se convince di saper gestire queste priorità con adeguata consapevolezza.
Questi concetti sono in contrasto con quello che succede oggi in Italia: molti personaggi in posizione di comando sono concentrati ad arricchirsi, a tutelare il proprio interesse, a sistemare loro stessi e i loro parenti a danno della comunità che vive sempre peggio. L'unica ricetta possibile sarebbe se persone capaci e carismatiche conquistassero il potere dando il buon esempio.
Le scuole hanno , nella formazione delle classi dirigenti, una funzione importante per la diffusione della cultura ma soprattutto per la formazione del carattere.
La lungimiranza dovrebbe essere sempre presente in politica affinchè possa dare esempio di capacità di saper vedere oltre.
La preparazione, la cultura di uno statista si misura dal suo carisma ma soprattutto dalla sua professionalità.
Vedere oltre in politica vuol dire valuare circostanze, aspetti, decisioni che non si limitino nell'immediato ma considerino anche e soprattutto la prospettiva in anni avvenire.
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