DEApress

Saturday
Nov 07th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Teatro: Le intellettuali

E-mail Stampa PDF
Le intellettuali

Il Nuovo Teatro Stabile di Innovazione, Mercadante Teatro Stabile di Napoli, in collaborazione con Città di Urbino/Teatro Sanzio e Amat e il Festival NapoliScenaInternazionale presentano ‘Le Intellettuali’ di Molière. Traduzione di Cesare Garboli. Con Salvatore Caruso, Beatrice Ciampaglia, Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Giovanni Ludeno, Monica Piseddu, Antonella Romano, Sabrina Scuccimarra. Scene di Massimo Bellando Randone; costumi di Gianluca Falaschi; musica di Francesco De Melis; luci di Andrea Barese. Regia di Arturo Cirillo.

Image

Les femmes savantes, penultima opera di Molière, ci viene proposta nella scoppiettante versione della compagnia di Arturo Cirillo sul palcoscenico del Teatro della Pergola.
Ernichetta e Clitandro si amano e vogliono sposarsi. L’unione è benedetta dal padre di lei, Crisalo. Ma in casa le leve del comando sono appannaggio delle donne, forti, determinate e soprattutto fiere della raffinatezza della propria cultura. Queste donne sapienti vogliono per la figlia minore un matrimonio come si deve, e optano per Trisottani, un poetastro sopravvalutato, che dal loro punto di vista potrebbe essere occasione di riscatto per Enrichetta, ben poco propensa dal canto suo a condividere lo stile di vita delle parenti. Ma quando si scoprirà che Trisottani è interessato solo alla ricca dote e la sua venalità sarà manifesta, il sogno d’amore dei due giovani potrà essere esaudito.
Le intellettuali è stato considerato per secoli il manifesto del maschilismo di Molière, il suo rifiuto all’emancipazione delle donne. Per fortuna da un centinaio d’anni si è cominciato ad affrontare il testo in modo più complessivo e articolato per far emergere la vera sostanza delle parole dell’autore secentesco. Molière non contesta l’anelito femminile alla cultura, piuttosto usa l’ostinazione e l’inflessibilità femminili come strumento per condannare un certo tipo di intellettualismo, sterile, pedante, privo di capacità critica e soprattutto quando diventa ostacolo al godimento dei piaceri del corpo.
Infatti il personaggio di Trisottani è ispirato a un contemporaneo di Molière: tale Charles Cotin, poeta, abate e predicatore, cappellano del Re. Evidentemente il commediografo non doveva amare molto i poeti di corte, se lo definisce “Scemo”, “Noioso”, nonché “Pomposo imbecille”.
Le intellettuali, coerentemente a tutta l’opera di Molière, è testo di acuta demistificazione dell’ipocrisia, di anatomia gelida e disincantata del reale. L’amore, ad esempio, è ridotto alla sua essenza, ovvero, che lo si voglia o no, un rapporto di subordinazione di qualcuno nei confronti di qualcun altro, una simbiosi imperfetta in cui c’è necessariamente un anello debole. E questo anello spesso finisce per rappresentarlo la donna, in gran parte per l’emarginazione sociale impostale, ma talvolta anche perché impegnata nella ricerca di una spalla rassicurante su cui poggiare le proprie insicurezze. E l’uomo (a meno di pusillanimi come Crisalo), un po’ per recitare la propria parte, un po’ per la sua innata prepotenza, ci si adegua volentieri.
La compagnia guidata da Arturo Cirillo mantiene le promesse, riuscendo da un lato a dipanare i fili tematici dell’autore francese, e concedendoci dall’altro la vera scintilla della commedia: il divertimento. Si ride di gusto perché gli attori sono bravi, i ritmi sono serrati e le scene (fatte di specchiere) e i costumi vistosi ben si adeguano al brio della rappresentazione. Inoltre la scelta di lavorare su una miscela linguistica tra l’italiano e il napoletano permette di dare risalto alla vis comica, tanto più che in questo modo si può godere dei benefici di una sottile schiettezza contemporanea. A questo proposito il traduttore Cesare Garboli dichiara: “Ecco senza tante storie, senza falsi problemi, il solo modo di dare Molière, saltando il futile scoglio del ‘tradire o no i classici’, ed evitando sia lo stolido aggiornamento avanguardistico sia il gusto della perfetta ricostruzione d'epoca ispirata a dubbia fedeltà storicistica (che poi è sempre bugiarda)”.
Su tutti, oltre a Cirillo (che interpreta la parte di Trisottani), spiccano Giovanni Ludeno (Crisalo), che insaporisce la pimpante recitazione verbale con un’effervescente espressività facciale, l’ineffabile Sabrina Scuccimarra (Filaminta) e il grottesco Rosario Giglio (Belisa). Stonano i primi minuti, fin troppo incerti, di Michelangelo Dalisi (Clitandro), che tuttavia si riprende nel corso della recita per terminare in modo molto convincente.
Strepitosa è la scena della declamazione dell’orrido sonetto di Trisottani, con le tre “Muse” che lo ascoltano con una convinzione degna di miglior causa e che cercano di dare valore metaforico a un testo nel quale non crede neanche l’imbarazzato autore.
Non è apprezzabile invece la scelta della rappresentazione in atto unico. Ogni testo risente positivamente dell’assenza di interruzioni; tuttavia l’opera dura un’ora e tre quarti (circa) e la costanza dei ritmi indiavolati ben si adeguerebbe a una pausa (che, senza inutili ipocrisie e, per l’appunto, sterili intellettualismi, è sempre benefica per la concentrazione dello spettatore): non siamo di fronte a un giallo in cui la progressione della suspense è elemento fondamentale, per cui interromperlo potrebbe nuocere gravemente al coinvolgimento del pubblico. Ciononostante l’opera non annoia affatto, e proprio grazie alla sua prorompente ma garbata tensione stilistica riesce a superare brillantemente questo inconveniente.

Al Teatro della Pergola fino a domenica 4 marzo.

Giulio Gori - DEA

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Marzo 2007 03:56 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 07 Novembre 2026
IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E ARCHIVIO D.E.A. CERCA GIOVANI UNIVERSITARI PER AMPLIARE IL CENTRO STUDI E LA REDAZIONE DEAPRESS,PER ORGANIZZARE REPORTAGE,  INCHIESTE, DIBATTITI SOCIALI E CULTURALI.  SCRIVERE AREDAZIONE@DEAPRESS.COM OPP...
Silvana Grippi . 07 Novembre 2026
XXI FESTIVAL MEDIAMIX 2026 condotto dalla Galleria D.E.A. durante i tre laboratori organizzati C/o il Comune di Firenze Q.2 la giuria ha selezionatocome migliori comunicatori d'arte  i seguenti artisti, scrittori e registiAppuntamento per ...
simone fierucci . 06 Novembre 2026
FRANCESCO CITO, SULLA TERRA CHIAMATA PALESTINA: MOSTRA A MILANO Sabato 21 novembre 2026, ore 19, Opificio della Fotografia inaugura “Sulla terra chiamata Palestina” di Francesco Cito, a cura di Federicapaola Capecchi, prima mostra del gemellaggio...
simone fierucci . 06 Novembre 2026
Giovanni Caprio per https://www.pressenza.com La povertà alimentare in Italia riguarda 5,4 milioni di persone, che non possono permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni. Nel 2025 quasi 1 persona su 10 in Italia vive una forma di...
Silvio Terenzi . 06 Novembre 2026
Miria M."Rocky. Il tempo che ci è stato regalato" Miria M., pseudonimo di Miria Marta Manes, racconta l'amore, la malattia e la memoria nel suo esordio letterario "Rocky. Il tempo che ci è stato regalato", pubblicato in forma indipendente nel se...
Silvana Grippi . 06 Novembre 2026
FESTIVAL MEDIAMIX condotto dalla Galleria D.E.A. festeggia tre laboratori organizzati presso il Comune di Firenze Q.2 sono stati selezionati i seguenti artisti Pittura – Scultura – Grafica - Illustrazioni Yalitza Altamirano Valle - Paolo ...
Silvana Grippi . 06 Novembre 2026
 Seminario su Pratolini, intervista a Maurizio Lampronti presso il centro DEA.    (fare "click" sull'immagine sottostante per avviare il video) 
Silvana Grippi . 05 Novembre 2026
Lo smantellamento della MINURSO rappresenta una perdita enorme per il Sahara Occidentale e per la difesa dei diritti umani. Il popolo saharawi resta senza osservatori e questo causerà una rimozione ulteriore per il problema dell'autodeterminazione si...
Fabrizio Cucchi . 05 Novembre 2026
Si ricorda il giornalista Franco Mariani che si è battuto per il riconoscimento delle onoranze pubbliche degli angeli del fango. .      

Galleria DEA su YouTube