Maya aveva raggiunto nel periodo di massimo splendore. Non sembra nemmeno di
essere in un'area archeologica da quanto e' grande. Ho aspettato l'ultimo giorno
del mio viaggio ad andarci perche' la Lonely Planet nel fornire come sempre
preziose informazioni, invitava a stare attenti nel prendere il bus da Citta'
del Messico, per raggiungerla, perche' su quella linea erano stati registrati
numerosi episodi di assalti e cosi' ho pensato di lasciarmi questa visita
l'ultimo giorno di permanenza in Messico in modo che se avessi subito una
rapina, almeno, mi sarei goduta il viaggio fino al penultimo giorno anziche'
rovinarmelo dal secondo giorno del mio arrivo in questa citta'.
In questo mese di overdose da cultura Maya ho visitato numerosi siti
archeologici. Chichen Itza e' praticamente un bazar per turisti: tra una
bancarella e l'altra si riescono a scorgere anche dei templi. Tulum, a picco sul
mare, e' talmente bellina da sembrare finta. Le iguana che popolano quest'area,
come quella di Uxmal, contendono il primato della vanita' ai gatti del Giardino
di Boboli di Firenze tanto fanno a gara per farsi fotografare dai visitatori.
La bellezza di Palenque e' innegabile data la sua posizione nella foresta. Una
bellezza pari al suo grado di umidita'. Ek Balam e' piccola e per questo molto
gradevole. Da gita domenicale.
La piu' affascinante pero' e' Yaxchilan. Nascosta nella selva Lacandona, la si
raggiunge solo dopo mezz'ora di navigazione sul fiume. Pochi vistatori, custodi
in stato di beatidudine e in sottofondo le urla delle scimmie che popolando
questo angolo di storia.
Nonostante questa mattina prima di andare a Teotihuacan avessi tolto la scheda
di memoria dalla macchina fotografica per nasconderla nel pacchetto dei
fazzoletti e lasciato il passaporto in albergo insieme ai pochi soldi rimasti,
confesso di aver pensato di aver ecceduto in precauzioni perche' comunque per me
viaggiare in autobus rimane sempre una delle attivita' piu' rilassanti e
piacevoli durante il viaggio.
Sul bus del ritorno per Citta' del Messico pero' c'e' stato un episodio che
comunque mi ha fatto riflettere.
dopo pochi kilometri di percorrenza, ad una fermata e' salito un tizio con una
videocamera ed ha cominciato a riprendere l'interno del bus. Abbastanza
infastidita gli ho fatto anche un cenno con la mano per fargli capire che non
volevo essere ripresa. Quando e' sceso pero' ho notato che era un agente di
polizia. Il signore seduto accanto a me mi ha detto "e' per la sicurezza,
perche' spesso assaltano gli autobus su questa linea, ma anche su altre.
Rubano tutto e a volta ammazzano".
Non credo che quelle riprese costituiscano un deterrente. Pero' mi sono resa
conto che la Lonely Planet non aveva esagerato. E neanche io a prendere quelle
precauzioni.
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