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Sprint per le primarie del PD di Firenze

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Solitamente si parla di corsa, ma data la durata di soli 9 giorni, è meglio parlare di sprint. Questo è il tempo che avranno per confrontarsi i tre candidati a sindaco di Firenze del Partito Democratico in vista delle primarie di domenica 23 Marzo. Per votare basterà recarsi al proprio seggio d'appartenenza dalle 8 alle 20 con carta d'identità e tessera elettorale. I non iscritti sono tenuti al versamento di 2 euro per le spese organizzative. Potranno votare anche i ragazzi di 16 e 17 anni, gli stranieri comunitari e gli extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno.

Ieri mattina si è tenuta la presentazione dei candidati da parte del segretario cittadino del PD Federico Gianassi.

Ecco i tre sfidanti ognuno dei quali ha già indossato i panni del proprio personaggio in questo breve spettacolo che il PD cittadino si accinge ad offrirci:

Iacopo Ghelli: è lui il cattivo. Civatiano, tosto, senza compromessi, cravatta rosso fuoco. Vuole rompere con la passata amministrazione renziana e dimostrare di essere un vero uomo di sinistra. Le sue battaglie sono a favore dell'acqua pubblica e contro le grandi opere come il termovalorizzatore, la nuova pista dell'aeroporto e il sottoattraversamento del centro storico della tranvia. La visione di Ghelli è quella di una Firenze ampia e metropolitana che vada a braccetto con i comuni rossi della piana. Farà lotta dura e anche se dovesse perdere cercherà comunque di entrare in consiglio comunale per portare avanti la sue idee.

Alessandro Lo Presti: lui è il burlone. Occhialini da intellettuale, capelli tirati indietro con il gel e pashmina bianca al collo, sembra uno stilista appena uscito da Pitti Uomo alla Fortezza da Basso. Punta tutto sulla simpatia, fa il gigione tra i giornalisti, sorride e ripete a tutti il suo progetto: “la felicità pubblica”. Il gioviale Lo Presti infatti sostiene di non aver altra linea politica se non quella di portare la felicità tra i suoi concittadini a partire da una rimodulazione più equa delle aliquote irpef e imu. Per farsi conoscere tra gli elettori ha lanciato una divertente campagna video su youtube dal nome eloquente: “Lo Presti chi?”. Se non dovesse vincere le primarie ha già annunciato che non si candiderà per entrare nel consiglio comunale ma continuerà la sua crociata per la felicità pubblica.

Dario Nardella: ecco il protagonista, eroe dello spettacolo o epigone renziano da sconfiggere a seconda dei punti di vista. Buono e pacioccone non vuole però passare agli occhi dei fiorentini per un pupazzo da ventriloquo in mano al Presidente del Consiglio. Dopo un anno di valzer tra i palazzi del potere romano è tornato in riva all'Arno con un nuovo bagaglio di personalità ed esperienza. Grandi infrastrutture, mobilità elettrica in centro e attenzione alle periferie sono i suoi obbiettivi. Alle sue spalle ha tutto l'apparato renziano ma non più il paracadute della poltrona in parlamento, se perderà tornerà ad insegnare all'università e suonare il violino.

Al povero segretario cittadino del PD Federico Gianassi, suo malgrado omonimo e sosia del vincitore di Masterchef, spetta un compito molto più difficile di quello del novello cuoco televisivo: mettere un po' di pepe in un sfida che rischia di risultare priva di sapore. Gianassi ha esortato i candidati a confrontarsi in questi pochi giorni disponibili in spettacolari sfide in tv e di fronte alle folle nelle piazze. Sfortunatamente i pronostici danno come scontata la vittoria di Nardella in un contesto in cui i partecipanti alle primarie rischiano di essere pochi come le emozioni. L'unico in grado di impensierire il vicesindaco reggente sarebbe stato Eugenio Giani, baluardo della fiorentinità, che da sempre nutre il sogno di diventare sindaco della città. Il buon Eugenio avrebbe fatto qualsiasi cosa, persino passare tutta la campagna elettorale senza partecipare a buffet ed aperitivi, pur di sedere nella sala di Clemente VII a Palazzo Vecchio. Eppure il premier lo ha convinto con una poltrona a Roma per evitare una sanguinosa sfida fratricida tra renziani. Dario adesso ha la vittoria in pugno ma Firenze non è nuova ai colpi di scena come quello avvenuto proprio per mano del suo maestro alle primarie di 5 anni fa.

 

15/03/14

Cosimo Biliotti

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 15 Marzo 2014 17:44 )  

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