E' passata una settimana da quando gli Studenti Contro il Nuovo ISEE di Firenze hanno occupato un edificio di proprietà della ASL in via del Ponte di Mezzo 27, a Novoli.
Una settimana di assemblee e pranzi sociali. Una settimana in cui si è tentato di portare avanti anche un dialogo con le istituzioni. Ma andiamo con ordine...
Sabato scorso
La mattina di sabato 14 ottobre un gruppo di una quarantina di studenti fa irruzione in una palazzina abbandonata di proprietà dell’ASL. Protestano contro il nuovo calcolo ISEE che ha tolto a molti studenti l’alloggio nelle residenze universitarie: chiedono un incontro con DSU, Rettore e regione Toscana. Dopo una mattinata con gli studenti barricati dentro e con un presidio di solidali fuori, la polizia desiste dall’effettuare uno sgombero violento e si ritira.
 Nel pomeriggio si svolge una grande assemblea: gli studenti decidono di restare a dormire nell’edificio. Viene subito organizzata una cena grazie all’aiuto dei molti solidali che vivono in zona e che mettono a disposizione le proprie cucine.
Inizia così l’esperienza dell’occupazione. (Leggi l'articolo della settimana scorsa: qui)
I giorni seguenti
Nei giorni che seguono gli studenti appendono diversi striscioni dai balconi del palazzo, per far sapere a tutti che lì dentro sta succedendo qualcosa e per spiegare le ragioni della protesta: “no al nuovo ISEE”, “Diritto allo studio per tutte/i”, “più soldi agli studenti, meno agli armamenti”, “istruzione, servizi, sanità: questo nuovo ISEE quanto ci costerà?”.
Quasi ogni giorno si svolge un’assemblea, a volte per questioni politiche a volte per questioni organizzative.
Passano anche molti giornalisti, soprattutto lunedì, quando viene convocata una conferenza stampa.
Gli studenti spiegano la scelta dell’edificio: "Nel 2010 l’Asl ha acquistato la palazzina al prezzo di oltre 4 milioni di euro, prezzo ben superiore a quello di mercato, dalla società immobiliare New Abitare, che non ne era ancora proprietaria e che la comprò il giorno dopo (a un prezzo 3 volte inferiore) dalla Alfa Toscana Immobiliare. Si trattò di una compravendita avvenuta in sole 24 ore, costata all’Asl di Firenze una minusvalenza di 3 milioni di euro. Sulla vicenda è in corso anche un’inchiesta della Magistratura. Fatto sta che da quel giorno la palazzina è rimasta vuota. Sono passati anni e oggi la Regione viene a dire a noi studenti rimasti senza casa dicendo che non ci sono i soldi per il Diritto allo Studio. Questa palazzina è la dimostrazione che i soldi ci sono, ma che non vengono spesi come dovrebbero.."
Martedì i ragazzi organizzano un pranzo sociale: i partecipanti sono talmente tanti che molti si devono spostare a mangiare all’esterno.
L’incontro con le istituzioni
Martedì è stato un giorno importante anche per un altro motivo: la sera, infatti, ha avuto luogo il famoso incontro richiesto dagli studenti con l'Assessore regionale al diritto allo studio Monica Barni, il Presidente del DSU Toscana Marco Moretti, il Rettore Luigi Dei e rappresentati dell'ASL 10, proprietaria della palazzina. Gli studenti hanno chiesto che sia garantito il diritto allo studio e alla casa a tutti gli esclusi dalla borsa di studio a causa della riforma, mediante la riapertura del bando 2015/2016 e la rimodulazione delle fasce di contribuzione universitaria.
Dal canto loro le istituzioni hanno risposto con la proposta di maggiori fondi per le Borse di Studio ma a partire dall’anno prossimo. Inoltre starebbero studiando diverse strade per far fronte al problema (sul sito della Regione leggiamo: costruire nuovi parametri di esame dei redditi, una borsa servizi per aiutare chi è rimasto senza aiuti, un decreto per uniformare tutte le Regioni ai mutamenti normativi intervenuti, un censimento delle possibilità abitative per gli studenti, un monitoraggio sulle norme patrimoniali riformate).
Abbiamo chiesto il parere di uno degli occupanti: “Ovviamente sarebbe tutto ben accetto, ma nessuna di queste proposte può permetterci di far fronte nell’immediato all’emergenza in corso, emergenza che sta costringendo molti studenti e studentesse ad abbandonare il proprio percorso di studi.. Insomma: finora sul tavolo hanno messo solo idee.. E anche se fossero buone idee, le proposte delle istituzioni, oltre a non aver nessuna garanzia di andare a buon fine, richiederebbero tempo (forse anni) per essere applicate e noi non possiamo aspettare tanto!”
Da entrambe le parti è stato tuttavia ribadita l’intenzione di portare avanti il dialogo.
Nel frattempo gli studenti hanno pulito tutta la palazzina e ispezionato la struttura: “Fuori da ogni appartamento ci sono delle caldaie di ultima generazione, collegate a dei pannelli solari sul tetto. Roba da cinque o seimila euro l’una. A causa dell’inutilizzo ora sono tutte da buttare. Un danno da decine di migliaia di euro.” ci spiega una ragazza.
Per far conoscere la propria lotta e per raccogliere fondi gli studenti hanno organizzato anche dei volantinaggi nelle facoltà e un aperitivo in centro, alla mensa di Sant Apollonia.
Arriviamo così agli ultimi giorni: giovedì gli studenti hanno sistemato una stanza al piano terra e portato diverse scrivanie: “siamo studenti, una delle nostre attività principali è per definizione lo studio. L’idea di creare un’aula studio ci è venuta spontanea, seguita a ruota da quella di una biblioteca aperta anche agli abitanti del quartiere.” Se la seconda è ancora in divenire la prima è già stata realizzata..
Prossimi giorni?
E’ passata così la prima settimana di occupazione degli studenti contro il nuovo ISEE.
Alla domanda su quali siano i progetti per i prossimi giorni la studentessa risponde: “Abbiamo intenzione di portare avanti la nostra battaglia sia sul piano istituzionale che continuando il nostro lavoro qui dentro. Martedì sera alle 21 ci sarà un'assemblea di quartiere, per spiegare al vicinato quello che stiamo facendo. Per gli studenti interessati, invece, abbiamo fissato uno sportello per il Diritto allo Studio ogni martedì dalle 10 alle 13 al Polo di Novoli, edificio D5. Oppure potete passarci a trovare direttamente in Via del Ponte di Mezzo 27 a qualunque ora.”
T.M.


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