Mercoledì 2 dicembre gli studenti torneranno a manifestare «contro il nuovo ISEE e contro i tagli al diritto allo studio», con un presidio davanti all'Assessorato Regionale all'Istruzione ed alla Cultura in via Farini. Proprio dove, nel pomeriggio, si riunirà la "Conferenza regionale per il diritto allo studio universitario". L'Assessore regionale Monica Barni discuterà con gli Atenei Toscani, i rappresentanti studenteschi ed i Comuni sede di università, le misure straordinarie per sostenere gli studenti esclusi dei benefici del diritto allo studio a seguito della riforma del calcolo ISEE.
Le ipotesi trapelate prevedono un possibile emendamento per alzare il fondo borse di 50 milioni nella legge stabilità ed una borsa servizi straordinaria integrativa delle spese per i trasporti pubblici, le mense e gli affitti per i fuorisede. Inoltre sembra che ci sia disponibilità da parte dei tre Rettori Toscani per ridiscutere la composizione delle tasse universitarie. Anche se, come rimarcato sia dagli studenti che dell'assessore Barni, la soluzione al problema passa soprattutto per l'aumento delle risorse a livello ministeriale.
Gli studenti, però, non sono soddisfatti: «Anche noi vogliamo dire la nostra: solo grazie alla mobilitazione abbiamo posto il problema del diritto allo studio all'attenzione pubblica ma non abbiamo ancora visto soluzioni concrete, nonostante il dialogo che siamo riusciti ad intavolare con le istituzioni». Secondo gli organizzatori del presidio, la riforma dell'ISEE ha prodotto una vera e propria emergenza che sta costringendo centinaia di studenti, esclusi dai benefici economici del DSU, ad abbandonare gli studi. «La borsa servizi - proseguono - non è sufficiente a coprire i costi dell'università che sono sempre più alti tra affitti, trasporti, libri e tasse. Per questo chiediamo misure straordinarie per gestire l'emergenza anche a costo di andare contro la riforma del governo. Vogliamo più risorse per il diritto allo studio, il reintegro degli esclusi tramite la riapertura del bando di borsa di studio con nuove soglie coerenti con il reddito reale delle famiglie e la rimodulazione proporzionale e progressiva delle fasce di contribuzione universitaria».
ÂÂ Ma nel presidio di mercoledì ci sarà spazio anche per altre istanze: «Già il 13 novembre eravamo in piazza contro la "Buona Scuola" e la "Buona Università" insieme agli studenti medi, ai sindacati di base, ai lavoratori della scuola ed ai genitori e bambini occupanti di case. Poi abbiamo manifestato contro il vertice NATO e contro una guerra che sottrae risorse alla spesa sociale per servire interessi economici e geopolitici che stanno devastando intere regioni. Siamo stati al fianco dei lavoratori in appalto del DSU e delle occupazioni delle scuole che hanno subito una campagna di criminalizzazione culminata nello sgombero del liceo Alberti. Quindi il nostro presidio porterà anche le rivendicazioni di tutti coloro che vogliano contrastare attivamente le politiche del governo Renzi di impoverimento e distruzione dei diritti sociali: dal diritto all'istruzione a quello alla casa, passando per il diritto alla salute fino ai diritti dei lavoratori».
La mobilitazione contro il nuovo ISEE, che per più di un mese ha visto gli studenti fiorentini scendere più volte in piazza, è culminata con l'occupazione di uno stabile di proprietà dell'Asl in via Ponte di Mezzo a Novoli, rimasto sfitto per 6 anni e finito al centro di numerose polemiche dopo l'inchiesta giudiziaria sulla società di progettazione Quadra. Un edificio che sarebbe inutilizzabile, poiché privo dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge, acquistato ad un prezzo che sarebbe 3 volte superiore al valore di mercato. A giugno l'occupazione delle famiglie del Movimento di Lotta per la Casa, sgomberate dalla polizia dopo poche ore per far posto ai profughi provenienti dal medio oriente che, però, non hanno mai messo piede nei 12 appartamenti finiti e pronti all'uso.
La scelta degli studenti, quindi, non è stata casuale: «La storia di questo palazzo dimostra che le risorse per il diritto allo studio ci sono ma si preferisce regalarle agli speculatori piuttosto che impiegarle per scopi sociali. È solo una questione di volontà politica». Attualmente gli occupanti stanno costruendo, all'interno dello stabile occupato, uno "studentato autogestito" che «in assenza di risposte istituzionali, rappresenta l'unica soluzione concreta al disagio abitativo degli studenti non più idonei ad accedere al posto alloggio nelle residenze universitarie, poiché improvvisamente "arricchiti" dal nuovo calcolo ISEE».
Con questa mossa il movimento è riuscito ad intavolare un dialogo con la Regione Toscana e con l'università di Firenze. Ma, si legge sul volantino che chiama il presidio, «è più che mai necessario vigilare e continuare a fare pressione sulle istituzioni, affinché si facciano realmente carico di garantire il diritto allo studio a tutti e tutte».
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






