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I Gigli proclamano il "diritto allo shopping" sulla pelle dei lavoratori?

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panorama gigli 01Campi Bisenzio (Firenze) – «Tutti i cittadini de I GIGLI hanno diritto allo shopping felice». Questo è uno degli "articoli" della "Dichiarazione di indipendenza", la nuova campagna pubblicitaria del centro commerciale che sarà inaugurata sabato prossimo con «Celebrazioni, fanfare e libero shopping».

È forse un caso che la solenne proclamazione del "diritto allo shopping" avvenga proprio a I GIGLI, attualmente teatro dell'agitazione sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici del supermercato Pam Panorama? All'inizio di quest'anno, hanno denunciato i sindacati, l'azienda ha annunciato ben 45 esuberi, nonostante il centro commerciale abbia conseguito nel 2015 un record nazionale di visite che sfiora i 19 milioni.

I dipendenti, che "mandano avanti la baracca" con il proprio lavoro, sembrerebbero, quindi, esclusi dai benefici di questa "cittadinanza": «Dal 2008 - ha dichiarato il sindacato USB - la situazione aziendale di Panorama ai Gigli di Campi Bisenzio è stata un susseguirsi di procedure di mobilità, cassa integrazione ricatti e minacce contro i lavoratori e le lavoratrici. In questi anni politici ed imprenditori hanno caldeggiato la liberalizzazione delle aperture domenicali, dichiarando che queste avrebbero assicurato la tenuta e l'espansione dell'occupazione. Nei fatti invece oggi a Panorama perdiamo altri 45 posti di lavoro, e i restanti lavoratori, sono sotto ricatto e avranno un notevole peggioramento delle condizioni lavorative e una compressione dei loro diritti».

In una fase storica contrassegnata dalla crisi economica strutturale e dalle politiche di austerity - che comprimono il reddito e quindi i consumi delle famiglie - l'invenzione del "diritto allo shopping" sembra una trovata geniale... Mentre i diritti sociali, conquistati in anni di lotte politiche e sindacali, vengono smantellati per comprimere il costo del lavoro e garantire alti profitti delle imprese.

In fondo si tratta della solita vecchia storia: profitti contro salari, capitale contro lavoro. Una lotta di classe condotta, dall'alto verso il basso, anche mediante le armi di una retorica che contrappone ai diritti dei lavoratori nuove e fantomatiche libertà in capo ai "consumatori". Un buon corollario ideologico alla "libertà di licenziare" sancita dal Jobs Act del governo Renzi.

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