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Marcinelle, un disastro storico.

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Il disastro di Marcinelle.

l'ACCORDO
Negli anni del dopoguerra le condizioni economiche europee erano precarie, nel Belgio mancava soprattutto manovalanza per le proprie miniere di carbone, il paese cercava persone che potessero lavorarvi, mentre diversamente in Italia mancavano il carbone e i fondi. Nel 1946 grazie alla firma del protocollo italo-belga si arrivò a un accordo che prevedeva e assicurava l'invio di lavoratori italiani in Belgio, in cambio di carbone, cosi da risolvere le esigenze di entrambe le nazioni.
Molte situazioni crebbero in seguito, la nascità di ampi flussi migratori, verso le miniere Belghe portò un conseguente atteggiamento dispregiativo nei confronti degli immigrati italiani, bastava leggere le scritte nei bar "vietato l'ingresso ai cani- no italiani" per capire che atmosfera si respirasse nel paese. Per non parlare degli alloggi in cui venivano ospitati i minatori, (vecchie baracche utilizzate in passato per i prigionieri di guerra), erano questi gli alloggi dei lavoratori migrati all'estero in cerca di un futuro migliore.

LA TRAGEDIA
Era l'otto agosto 1956 , come ogni giorno i minatori iniziarono le estrazioni di carbone dalla miniera Bois du Cazier a Marcinelle, quando la combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica provocò un'incendio. Sviluppatosi inizialmente nel condotto d'entrata d'aria principale, riempì di fumo tutto l'impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigranti italiani.

PERCHè è GIUSTO RICORDARE
Sono passati 60 anni dalla tragedia di Marcinelle è importante ricordare quest'avvenimento per diversi motivi.
Ricordarsi per primo che anche l'Italiano ha un passato ricco di flussi migratori. Un tempo anche noi Italiani migravamo in cerca di un futuro migliore, migravamo in cerca del "sogno americano" negli Stati Uniti, migravamo in Argentina e in Brasile, dati interessanti oggi rilevano che in questi tre Stati attualmente vi sono circa 64,15 milioni di discendenti di emigrati italiani. In Belgio migravamo per accordi bilaterali nel 46, cosi come migravamo nelle miniere di Bucarest in Romania e ci spostavamo temporaneamente in Europa fino agli anni 70 per poi rimpatriare.
Lo sfruttamento è sempre stato all'ordine del giorno. Siamo stati sfruttati ogni volta che abbiamo provato a tentar la fortuna all'estero, la ricerca di una vita più dignitosa "fuori casa" ha comportato la conseguente crescita di flussi migratori, e cosi la svalutazione della nostra manodopera mantenendone la qualità, come avrebbe detto un imprenditore Newyorchese negli anni della grande migrazione "se un Irlandese svolgeva il lavoro per 5 dollari l'ora un Italiano lo fa a meno di 4".
Gli stati che in passato ci accoglievano sulla base di accordi bilaterali, potevano concedere, dei visti lavorativi di 12 mesi o più, a seconda dell'accordo stipulato con lo stato contraente. A conclusione dei lavori o allo scadere del visto l'unica possibilità prevista era il rimpatrio; fu questo uno dei motivi che causò la nascita di sub-culture Italiane all'estero , poco emancipate nella società, ma con un forte legame comunitario e interno generato dallo ius-sanguinis, comunità stanziate nel territorio dell'ex stato ospitante e cresciute col tempo grazie ai continui flussi migratori. Alcune di queste sotto colture clandestine, sono poi diventate organizzazioni criminali, mentre i casi di mafiosi condannati espatriati in America sono molteplici sono i latitanti quelli che hanno dato vita al mercato nero globale.

Un immigrato o un clandestino è una persona che lascia la sua terra abbandona la propria casa per sfuggire alla guerra. Un emigrato scappa per cercare lavoro perchè il paese in cui vive non gli da opportunità, o ancora perchè non vengono rispettate le sue opinioni o le sue credenze e viene perseguitato dal suo stesso stato.
Ancora oggi noi Italiani migriamo per trovare lavoro,come sta succedendo nel mediterraneo e cosi in altri luoghi, emigrazione e immigrazione sono due faccie della stessa medaglia, cosi come adesso e nel passato un fenomeno in continua osmosi, con cui dovremo sempre fare i conti.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Agosto 2016 20:56 )  

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