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Emergenza casa In Toscana: le proposte dei sindacati

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"Emergenza casa, in Toscana più sfratti e boom di domande di sostegno pubblico. La proposta di Cgil-Cisl-Uil Toscana e sindacati inquilini: “Una tassa di scopo per l’edilizia residenziale pubblica, colpendo la rendita immobiliare e prelevando risorse dal bollo auto per quelle di grossa cilindrata”. In conferenza stampa la storia di Enrico, un inquilino fiorentino delle case popolari dal 1980: “No alla mobilità indotta”


Una tassa di scopo che colpisca la rendita immobiliare (Air Bnb compresi) e impieghi una quota dei proventi delle entrate regionali del bollo auto (per quelle di grossa cilindrata), a favore di investimenti per l’edilizia residenziale pubblica (si stima un gettito regionale di 100 milioni di euro annui che garantirebbero mille alloggi popolari in più, per ristrutturazioni o nuove costruzioni): è una delle proposte che hanno lanciato alla Regione, stamani in conferenza stampa a Firenze, Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat, e Inquilini Toscana, con l’obiettivo di calmierare i prezzi e combattere l’emergenza casa. “Invitiamo la Regione a fare una battaglia nazionale per rifinanziare adeguatamente il Fondo affitti e affinché ci siano risorse nazionali certe nel tempo per l’edilizia residenziale pubblica”, aggiungono le sette sigle. I numeri toscani dell’emergenza casa restano ingenti: oltre 25mila domande (accolte) di assegnazione di alloggi Erp presentate nel 2016 ai Comuni toscani; circa 1.500 case popolari non assegnate o indisponibili per mancate ristrutturazioni (il rischio dei prossimi anni è che non si facciano più alloggi pubblici perché mancano finanziamenti pubblici stabili); circa 15 famiglie ogni mille in Toscana hanno chiesto un contributo pubblico a sostegno dell’affitto; in Toscana gli sfratti sono aumentati di oltre il 15% (gli aumenti più sensibili sono a Prato, Firenze, Pisa e Livorno); ogni 100 provvedimenti di sfratto emessi nel 2016, quasi il 90% sono per morosità. La Giunta regionale, sia attraverso la recente presentazione in Consiglio regionale di un documento preliminare, sia attraverso dichiarazioni pubbliche, ha manifestato l’intenzione di presentare una revisione e un riordino generale delle normative di competenza regionale in tema di politiche abitative nel campo dell’edilizia pubblica/sociale, ricorrendo ad un testo unico. La portata del provvedimento investirà quantomeno le oltre 50.000 famiglie che già abitano le case popolari nei comuni toscani e le oltre 25000 che risultano in attesa di assegnazione attraverso la partecipazione ai bandi comunali. Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat, e Inquilini Toscana hanno spiegato: “Stando a quanto annunciato, vi sono aspetti della riforma in fieri che destano viva preoccupazione da parte nostra, in particolare riguardo il tema della continuità e della natura delle risorse, della programmazione di un piano certo di nuovi alloggi utili ad assicurare un presente e un futuro alla fondamentale risposta in termini di sostegno alle famiglie che l’edilizia residenziale pubblica offre e potrà offrire, riguardo il tema del sistema di gestione del patrimonio, degli utenti, delle garanzie occupazionali, nonché il tema dei requisiti di accesso ai bandi di assegnazione di alloggio e i temi del mantenimento dei requisiti per la permanenza e utilizzo in un alloggio di ERP sotto il profilo dei vani (mobilità)”. In conferenza stampa è intervenuto anche Enrico Crivellari, inquilino fiorentino delle case popolari (ci vive dal 1980 con la famiglia) e dell’autogestione di via Canova, per raccontare la sua esperienza: “Ciò che più crea ansia e preoccupazione adesso tra gli inquilini è la cosiddetta ‘mobilità indotta’, di cui si discute a livello regionale. Si tratterebbe di una disposizione in base alla quale ti devi spostare - senza sapere né dove né quando - se c’è un sottoutilizzo dei vani, altrimenti aumenta l’affitto per ogni vano non utilizzato. Questo metterebbe in ginocchio tantissime famiglie, soprattutto quelle più anziane”.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Maggio 2017 08:15 )  

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