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Il Terzo Settore

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RIFORMA DEL TERZO SETTORE - Guida di riferimento

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Un’Italia generosa, un’Italia che lavora alla ricerca di una qualità di vita migliore.

E’ il Terzo Settore italiano, formato da chi fa del volontariato, della cooperazione, delle imprese sociali no-profit. Un settore di collegamento tra la sfera politica e quella economica, che dà quel senso di civiltà alle stesse norme costituzionali. Un settore che fortifica il mondo delle relazioni sociali che specialmente in questi tempi di crisi si vedono frammentate, con una conseguente disgregazione nel senso d’appartenenza nazionale.

Il governo italiano intende occuparsi di questo mondo, attraverso nuove linee guida ed una revisione di fondo di quelle che sono gli apparati legislativi in materia di Terzo Settore. Ma per realizzare in concreto queste idee occorre un grande sforzo comune di tutte le parti in causa sia soggetti giuridici (Regioni, Comuni) sia privati (associazionismo in generale), con l’obiettivo di permettere ai cittadini di sviluppare appieno le proprie potenzialità.

Possiamo riassumere la riforma in 4 obiettivi principali:

  1. Primo tra tutti la formazione di un nuovo Welfare di tipo partecipativo, allargato a chi forma il terzo settore (i singoli cittadini, i corpi intermedi) affinché possano partecipare all’erogazione dei servizi di welfare, rimuovendo sprechi e speculazioni e ricomporre il rapporto tra Stato e privati.
  2. Secondo obiettivo è la valorizzazione delle stesse forse che compongono il Terzo Settore, da anni l’unico che realmente dimostra una crescita evidente. Una sua parte ancora non è stata scoperta e se messo nelle giuste corde, offrirebbe un ulteriore serbatoio di forza lavoro
  3. Terzo obiettivo prevede di premiare, ricompensare con incentivi e modalità di sostegno colore che hanno avut comportamenti lodevoli, donativi e con scopo di pura coesione sociale.
  4. Per il primo obiettivo, una riforma del Libro I Titolo II del Codice Civile, incrociando le nuove disposizioni dell’articolo 118 della Costituzione e che comprenda queste materie:

A questi propositivi si attuano una serie di linee guida adatte. In un primo caso occorre ridefinire il confine tra pubblico e privato riconoscere i privati sotto il profilo giuridico. La prima cosa è quella di stabilire i confini entro i quali far “lavorare”, specificando categorie di soggetti adibiti a partecipare. Cosa non trascurabile evitare quei soggetti che, al contrario, agiscono in modo non trasparente e a scapito degli altri.

In un secondo caso occorre una ridefinizione dei principi di sussidiarietà verticale e orizzontale, con un sistema multilivello che dalla fonte (cioè lo Stato) passa agli enti incaricati di assistere i cittadini e dunque permettendo poteri adeguati agli stessi operatori del Terzo Settore. Grande importanza, per questo, deve essere data alla Pubblica Amministrazione.

Ultimo caso quello dell’impresa sociale, che necessita uno spazio maggiore a confronto con le organizzazioni private con profitto, sempre più favorite rispetto a quelle puramente non economiche.

Passando agli interventi concreti questi sono i principali:

A) Per il conseguimento del primo obbietivo, una riforma del Libro I del Titolo II del Codice Civile, includendo le nuove disposizioni del articolo 118 tra cui:

- Costituzione degli enti e valorizzazione della loro autonomia statutaria con specifico riguardo a quelli privi di personalità giuridica

- Requisiti sostanziali degli enti non-profit ed eventuali limitazioni di attività

- Struttura di governance, affermando pienamente il principio democratico e partecipativo degli organi sociali

- Semplificazione e snellimento delle procedure per il riconoscimento delle personalità giuridica, anche attraverso la digitalizzazione telematica delle pratiche

- Diversificazione dei modelli organizzativi in ragione della dimensione economica nell’attività svolta, dell’utilizzo prevalente/rilevante di risorse pubbliche e del coinvolgimento della fede pubblica

- Forme di controllo e accertamento dell’autenticità sostanziale dell’attività realizzata

B) Per il secondo obbiettivo occorre un aggiornamento della legge 266/91 sul Volontariato in base a questi criteri:

- Formazione del volontariato negli istituti scolastici

- Revisione del sistema degli albi regionali e creazione di un nuovo registro nazionale

- Ridefinizione dei compiti e del funzionamento dell’Osservatorio nazionale

- Riduzione degli adempimenti burocratici con modalità adeguate per il rendiconto economico e sociale

- Introduzione di criteri più trasparenti nel sistema di affidamento dei servizi al volontariato

C) Per il terzo obiettivo una revisione della legge 383/2000 sulle Associazioni di promozione sociale con finalità di:

- Razionalizzazione delle modalità d’iscrizione ai registri

- Ridefinizione dell’Osservatorio Nazionale dell’Associazionismo

- Un miglioramento delle modalità di selezione delle iniziative e dei progetti di formazione e sviluppo

D) Istituzione di un Autority del terzo settore e conseguentemente, redazione di un Testo unico del terzo settore

Per il secondo obbiettivo sono consigliate le seguenti idee:

- Aggiornamento della legge 328/2000 in riferimento alla gestione dei servizi sociali, per definire nuovi criteri e nuovi moduli operativi e assicurare la collaborazione tra gli enti no profit

- Revisione dei requisiti per l’autorizzazione delle strutture, delle procedure di affidamento per l’erogazione dei servizi sociali da parte degli enti locali

Per il terzo obbiettivo le linee giuda di riferimento propongono:

- Superamento della qualifica di impresa sociale rendendo obbligatoria l’assunzione dello status di impresa sociale per tutte le organizzazioni che ne abbiano le caratteristiche

- Ampliamento delle categorie di lavoratori svantaggiati

- Previsione di forme limitate di remunerazione del capitale sociale

- Promuovere il Fondo per l’imprese sociali e sostenere le reti economiche del no profit

Tra queste linee guida, la riforma prevede l’istituzione di una leva di giovani definita come Servizio Civile Nazionale universale (SCN) ; questo servizio permette un reclutamento di un massimo di 100.000 giovani per i primi tre anni con tempi di servizio che permettono ai giovani di fare esperienze senza essere bloccati troppo tempo. All’SCN la novità sarà quella della partecipazione di persone straniere. Non solo, per i partecipanti sono previsti benefit come: crediti formativi universitari, tirocini, riconoscimento delle competenze acquisite durante il servizio. Non solo l’SCN potrà essere svolto all’interno di uno dei paesi dell’UE che ha al suo interno un servizio civile volontario riconosciuto alla stregua di quello italiano.

Per ultimo punto la riforma servirà per ampliare le forme di sostegno economico degli enti del terzo settore. Tra gli altri si prevede un potenziamento del 5 per mille tramite: identificazione stabile dei soggetti beneficiari inseriti in un apposito elenco consultabile; l’obbligo per gli stessi soggetti beneficiari di pubblicare online i propri bilanci in modo facile e trasparente; semplificazione delle procedure amministrative adibite al calcolo dei contributi spettanti a ciascun beneficiario per evitare il prolungamento dei tempi di erogazione delle quote.

Interventi minori riguarderanno i titoli di solidarietà già previsti nel D.Lgs. 460/97, un allargamento delle categorie dei beneficiari, limitato solo alle start up e da integrare fino all’equity crowdfunding. Tra gli altri si prevede una sperimentazione del “voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia”.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Giugno 2017 12:56 )  

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