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Genova: ennesima morte per TSO

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“Freud -per citare direttamente il maestro – diceva che è inutile cercare di guarire a tutti i costi. Me lo ripeteva spesso, e ha perfettamente ragione” scriveva C.G.Jung (1), e poco dopo aggiungeva: “Se dicessi a qualcuno <<non deve andarsene>>, non tornerebbe mai. Invece devo dirgli: <<Faccia come crede>>. Allora avrà fiducia in me.” Si capisce quindi quanto sia lontana la scienza dalla costrizione poliziesca anche nel campo della cosiddetta “malattia mentale” (2).

Sabato scorso (3) a Genova, si registrava l'ennesima morte per TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). La particolarità di quest'ultimo decesso, rispetto alla “normale” morte per TSO, è stata che, a quanto sembra, non è stata provocata -come al solito- dalle inumane misure di contenzione che vengono applicate in simili casi (in disprezzo delle norme internazionali sulla tortura), ma semplicemente dai farmaci (normalmente benzodiazepine) iniettati con la forza all'inizio di ogni TSO.

Proprio il rifiuto dell'uso di questi farmaci è la sola delle tre condizioni richieste dalla legge per un TSO ad essere “dimostrabile”. Le altre (la condizione di alterazione tale da richiedere un'intervento e l'impossibilità di adottare da parte dei medici tempestive misure extraospedaliere), sono definite molto genericamente e, peggio ancora: per loro natura “altamente opinabili” e soggette (di fatto) al solo arbitrio dei medici intervenuti.

Bisogna anche dire che il TSO è solo la punta dell'iceberg di un complesso sistema di “repressione e controllo” che comprende ad es. visite domiciliari e intromissioni di ogni genere nella vita dei soggetti coinvolti.

Mancando ogni definizione, del tipo “dimostrabile e falsificabile” dell'esistenza o meno della “malattia mentale” in un soggetto (4), il risultato è che la diagnosi psichiatrica non è che uno strumento di repressione dei soggetti che “danno noia” per un motivo o per l'altro. Questo “[…] comporta un uso abietto della scienza, ed una prostituzione imperdonabile da parte dei medici che si prestano così servilmente ad assecondare i voleri dell'autorità”(5) così si esprimeva il compianto Primo Levi a proposito dell'analogo uso della psichiatria negli ultimi tempi dell'Urss.

Fabrizio Cucchi, DEApress


(1) Carl Gustav Jung, Introduzione alla psicologia analitica, Bollati Boringhieri editore Torino 2000, pag.149
(2) Del resto, come rileva ad es. lo psichiatra ed ex interno di manicomi Giuseppe Bucalo, la scienza non è arrivata a stabilire cosa sia la malattia mentale e neppure se poi essa esista. Si veda http://www.deapress.com/culture/caffe-letterario/20892-qdizionario-antipsichiatricoq.html
(3) http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2017/08/27/AS0yZM6I-decesso_indagine_aprono.shtml
(4) “Le vie della psichiatria sono infinite. Si può essere accusati e rinchiusi in manicomio criminale, come è successo ad un esponente dei Verdi, anche con diagnosi di altruismo morboso” cit. Giuseppe Bucalo, DizionARIO ANTIPSICHIATRICO, Sicilia punto L edizioni, Ragusa 1997, pag 10
(5)Primo Levi, Appendice a “Se questo è un uomo” Einaudi scuola Torino 1976 pag. 246

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Agosto 2017 19:05 )  

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