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Redazionale:IA patate e preti

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L'accelerazione della tecnologia in questi tempi è vertiginosa e sotto gli occhi di tutti: soprattutto lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale comporta speranze e inquietudini, aprendo da un lato a una serie di possibilità impensabili fino a pochi anni fa (come la creazione di immagini o di interi articoli in pochi secondi), e minacciando dall'altro professioni, costumi, modi di fare che sembrano essere condannati a diventare obsoleti in pochissimi anni. 
Soprattutto, questa accelerazione accade senza alcun controllo normativo. La cosa non rappresenta una novità: anche nel periodo in cui i Social Network cominciarono a diffondersi in modo capillare governi e istituzioni internaionali si trovarono impreparati a gestire e regolare questi nuovi media, lasciando per molto tempo (in alcuni casi tutt'ora) che in essi si sviluppasse un vero e proprio Far West, fatto di fake news, odio, propaganda autoritaria. Ai tempi si sottostimò l'impatto che questi media avrebbero avuto nel discorso e nella vita pubblici, e non venne intrapresa nessuna vera azione finché il danno non era già fatto.

Imparando la lezione del passato, molti governi in giro per il mondo hanno già istituito commissioni o gruppi dedicati a studiare le IA e a formulare una normativa che possa mitigare gli aspetti negativi di queste nuove tecnologie ampliando al contempo quelli positivi. Sia chiaro, alcuni di questi tentativi sono decisamente goffi e, non sorprenderà nessuno, uno dei più raffazzonati è proprio quello intrapreso dal governo italiano.
Nel corso del 2023 è stata istituita la Commissione sull'Intelligenza Artificiale, con presidente Giuliano Amato, classe 1938 (!). Fin da subito la commissione è stata travolta da sarcasmi e polemiche, soprattutto per via del suo presidente: Amato è sì un grande costituzionalista e, nel bene e nel male, un mostro sacro della politica italiana, ma ci si chiedeva giustamente cosa potesse sapere di Intelligenza Artificiale, e se non fosse meglio mettere a guida della Commissione qualcuno, magari anagraficamente più giovane, che avesse studiato a fondo l'argomento. Questo sarcasmo trovò del resto conferma quando Amato osservò, durante una seduta a inizio dicembre, come l'Intelligenza Artificiale avrebbe permesso di "conoscere tantissime ricette per le patate", che a quanto pare sono un piatto che piace molto al Giudice.
Pochi giorni fa, in ogni caso, Amato ha rassegnato dimissioni a seguito di un commento piccato della Premier. Per sostituirlo è stato scelto Paolo Benanti. Decisamente più giovane e competente in materia, Benanti era già membro della Commissione stessa e di altri organi internazionali che si occupano delle stesse materie. Fin qui tutto bene, ma c'è un vero e proprio plot twist: Benanti è un sacerdote, addirittura consigliere del Papa sul tema dell'intelligenza artificiale. Ora, sappiamo benissimo che il fatto di essere un sacerdote non invalida gli studi e il background del nuovo presidente, ma riteniamo che in questa nomina ci sia un tentativo di imprimere alla commissione un punto di vista spiccatamente conservatore e di destra. Benanti si è infatti spesso lanciato in dichiarazione del tutto in linea con la propaganda neoconservatrice: attacchi al politicamente corretto e alla supposta "teoria del gender", difesa della famiglia naturale e tutto il resto di quell'armamentario ideologico e retorico che siamo abituati a conoscere. 

Facendo una riflessione personale, riteniamo che questi due presidenti incarnino bene il modo di fare del governo attuale, ma anche della cultura politica italiana più generale: abbiamo da una parte la farsa, costituita da una nomina inadeguata capace di generare solo sarcasmo, e dall'altra la tragedia, costituita dalla nomina di un presidente capace ma totalmente in linea con una visione del mondo che, a nostro parere, tende a vedere l'IA come soltanto un pericolo, tarpando le ali a tutte le possibilità che essa potrebbe offrire in nome di una pretesa "difesa dell'umano" (che è sempre la difesa di un "certo" tipo di umano).

Nel frattempo, la tecnologia avanza: OpenAI (l'azienda che ha prodotto ChatGPT) aggiorna sempre più velocemente i propri software e le proprie banche dati, stringendo accordi privati con istituzioni e giornali, mentre nascono nuove startup e nuovi programmi capaci di fare cose sempre più sorprendenti. Al contempo si moltiplicano i dubbi etici e sociali portati da questa nuova tecnologia: ci si chiede che effetto avrà sul mondo del lavoro, sui ruoli di artisti, scrittori, giornalisti, addirittura sulle relazioni interpersonali.
Insomma, questa trasformazione è già in corso, e porta con se tanto speranze e possibilità quando pericoli e incertezze. Non è molto diverso dal periodo in cui i social si affermarono, ma, stando le cose come stanno, sembra che anche in questo caso non ci arriveremo preparati, bloccati come siamo tra patate e preti. 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Gennaio 2024 17:26 )  

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