L'ultima guerra tra le due nazioni – Israele e Iran – è solamente l'epilogo di una serie di scontri armati tra differenti potenze militari (in questo caso tra due nazioni che hanno pure seco la possibilità di utilizzo di armi nucleari), che in realtà parte da molto prima dell'attacco sferrato dallo stato ebraico su Teheran.
L'esempio ci è fornito dalla storia, ovvero dalle varie guerre che si sono svolte nel medio oriente, tra lo stato d'Israele e vicini stati di stampo arabo (Giordania, Siria, Libano, ecc.), soprattutto dopo la costituzione dello stato d'Israele nel 1948. Infatti, dopo la seconda Guerra Mondiale, venne a crearsi il problema dei profughi in Europa. A quel tempo la Palestina era sotto il controllo dei britannici, i quali erano occupanti di quelle terre fin dal 1920. Parallelamente a questa occupazione, la Regione conobbe una crescente immigrazione di ebrei – che formarono nel tempo una società principalmente industriale – la quale si dovette confrontare con le popolazioni turco – arabe del posto, di stampo prevalentemente agricolo e pastorale. Va da sé che le due visioni furono inconciliabili; situazione che si fece più complessa a causa dell'occupante britannico.
Il resto è, come si suol dire, storia. Dopo il già citato conflitto arabo-israeliano del 1948, e il conseguente esodo delle popolazioni palestinesi, si crearono due correnti contrapposte (chi privilegia le questioni ebraiche e chi, invece, quelle palestinesi).
Allargando il discorso della guerra in Palestina ad altri scontri, ad altre nazioni, incuriosisce il fatto che si stanno delineando due blocchi contrapposti, in antitesi per quel che concerne politica, religione, società, ecc., sui quali gli stessi media pongono molte volte l'accento. Siamo davvero ad un epilogo dell'escalation di guerre tra Oriente ed Occidente? Certo è che, se questo si verificasse, sarebbe l'inizio d'una guerra totale, la quale non lascerebbe dubbi sul destino dell'essere umano, anche considerate le forze militari in gioco, sfociante in un conflitto nucleare.
Possiamo solo sperare in un'arma di cui si è poco parlato, in questo articolo e nelle animosità storiche tra popoli: la diplomazia, intesa come dialogo, anche se sembra a tratti un'utopia viste le distanze culturali, religiose, sociali che vi possono essere tra due fazioni contrapposte, ma che vale sempre la pena tentare per non lasciare spazio a rimpianti, nonché, ancor peggio, a rimorsi.