È finita così, con Greta Thunberg caricata su un aereo per la Svezia, con scalo a Parigi, ed espulsa da Israele, dopo un blitz in acque internazionali al di fuori di ogni legalità e diritto, nel silenzio complice di (quasi) tutto il mondo. Con le uniche eccezioni, tanto per cambiare, di Macron e Sanchez.
Quest’immagine dovrebbe scandalizzare il mondo intero.
E invece viene accolta dalla solita orda di analfabeti funzionali italioti che dal proprio divano e con le caccole sulla tastiera ridicolizzano - o credono di farlo - una ragazza di 22 anni che ci ha messo la testa, la faccia, il cuore, la propria pelle per rompere l’assedio di Gaza.
Questa immagine, sventolata e mostrata come uno scalpo, è uno spaventoso messaggio di onnipotenza, di impunità e di minaccia a chiunque si opponga alle politiche genocide di Israele: “Ecco com’è finita Greta Thunberg. Ecco cosa succede a chi si ribella”.
E lo stesso stanno facendo con gli altri undici coraggiosi attivisti della Freedom Flotilla, che sono stati già espulsi da Israele o lo saranno nelle prossime ore.
Chi, come il governo italiano, tace di fronte a questo ennesimo crimine di guerra è complice.
E, prima o dopo, ne risponderà.
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