L'ILLUSIONE DI SCILTIAN a VILLA BARDINI

Giovedì 02 Aprile 2015 09:48 Antonella Burberi
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L’ILLUSIONE DI SCILTIAN. INGANNI PITTORICI ALLA PROVA DELLA MODERNITA’

2 aprile – 6 settembre 2015

Villa Bardini, Firenze – Dal 2 aprile al 6 settembre Villa Bardini ospiterà la mostra antologica di Gregorio Sciltian (Rostov 1898 – Roma 1985), pittore russo, naturalizzato italiano che, dopo la fuga dalla Rivoluzione Bolscevica, giunse in Italia dove operò per quasi tutta la sua vita.

L’esposizione, curata da Stefano Sbarbaro, mostra 112 opere, frutto della produzione artistica di Sciltian che si sviluppa per un arco di tempo lungo quasi mezzo secolo e si compone di pitture a olio, bozzetti, disegni, figurini teatrali e opere grafiche provenienti da importanti musei nazionali e da collezioni private.

Alla presentazione della mostra sono intervenuti, oltre al Presidente della Fondazione Bardini Peyron e al Vice Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio, Paolo Baldacci, autore di un saggio e il curatore Stefano Sbarbaro e soprattutto gli ultimi due esperti hanno delineato la figura artistica e umana di Gregorio Sciltian.

In particolare Paolo Baldacci, che ha conosciuto personalmente Sciltian nella sua infanzia e adolescenza, essendo questo artista amico di famiglia, nella casa-teatro milanese con la biblioteca colarata di verde: colore scelto anche per l’allestimento della mostra, ha descritto il pittore anche quale grande conoscitore dell’arte e preciso attributore di opere dalla fine del ‘500 al ‘700.

Nelle opere di Sciltian si ravvisa il gusto per gli “spettacoli dipinti” , il gusto per l’apparizione, considerato fuori dalla modernità - che ha sempre osteggiato e criticato - mentre proprio questi quadri con le apparizioni, gli specchi, sono quadri moderni e addirittura possono essere considerati anticipatori della Pop Art.

Stefano Sbarbaro ha ripercorso la rocambolesca vita di Sciltian, il momento topico nella sua vicenda artistica con la conoscenza da vicino di Caravaggio, a Vienna, che lo sconvolse letteralmente e di un altro momento importante: il 25 febbraio del 1942 con l’articolo apparso sul Corriere della Sera che segna l’inizio di un nuova considerazione della produzione artistica di Gregorio Sciltian.

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