L’ARTE DI FRANCESCO Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo
Firenze, Galleria dell’Accademia - Dal 31 marzo all’11 ottobre 2015 la Galleria dell’Accademia di Firenze ospiterà la spettacolare mostra che si propone di documentare ai massimi livelli qualitativi la produzione artistica di matrice francescana: pittura, scultura, arti santuarie, dal Duecento al Quattrocento e di porre in evidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei francescani in Asia, in Terra Santa fino alla Cina.
L’esposizione, curata da Angelo Tartuferi – Direttore dell’Accademia – e da Francesco D’Arelli – Direttore della Commissio Sinica, è stata possibile anche grazie alla collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, alla cui custodia è affidata Gerusalemme e la Terra Santa, il più alto luogo di pellegrinaggio, da quasi otto secoli.
Le opere in mostra sono il frutto di committenze dei frati francescani, per il tramite delle loro più prestigiose fondazioni chiesastiche e conventuali e sicuramente riveste un’importanza fondamentale l’opera di Giunta di Capitino, il primo pittore ufficiale dell’ordine francescano, che ricoprì il ruolo d’interprete della spiritualità francescana, ruolo che sarà poi ricoperto da Cimabue e Giotto.
La mostra ospita opere di grande rilievo e di una vasta campionatura di tecniche, dalle piccole tavole per la devozione privata ai dossali destinati agli altari delle maggiori chiese dell’Ordine, fino ai grandiosi complessi d’altari.
Sono presenti opere del Maestro di San Francesco e del Maestro dei Crocifissi francescani, le celebri tavole cuspidate di Firenze, di Pisa e quella analoga di Pistoia, un grande affresco staccato dalla Chiesa di San Francesco a Udine che narrerà della storia del Beato Odorico da Pordenone.
Altrettanto importanti il nucleo proveniente dal Museo della Custodia di Terra Santa, Gerusalemme, dal Museo della Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, del Maestro di Figline e anche di artisti che, anche in piena epoca rinascimentale, venivano coinvolti dall’Ordine Francescano: Carlo Crivelli, Bartolomeo della Gatta, Antoniazzo Romano.
L’allestimento, semplice e leggero, con lo stesso colore del saio, crea un’atmosfera di meditazione monastica oltre il tempo, di povertà nella sublime bellezza.
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