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Il racconto di viaggio e la fotografia di Meini

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"Le foto non si fanno con la macchina... si fanno con gli occhi, col cuore e con la testa.."

 Henri Cartier-Bresson

IL RACCONTO DI VIAGGIO E LA FOTOGRAFIA


La fotografia sta cambiando codice di comunicazione, l’abbattimento delle barriere ha prodotto nuove conoscenze e nuovi stili di vita che stanno determinato differenti forme di comunicazione visuale. 
Il mondo sembrava non avere più segreti ma l’avventura e le scoperte personali, attraverso i contatti con “gli altri”, creano nuovi obiettivi. A tal proposito la fotografia ha acquisito un ruolo di primo piano e le distanze geografiche sono state superate dai nuovi 
mezzi di comunicazione di massa. Il concetto fotografico non è più una semplice copia del reale ma è diventata parte determinante con l’aggiunta del “sentimento”. Oggi, gli operatori della comunicazione - 
oltre lo sguardo e le apparenze - mettono in risalto la passione, la professionalità e la sensibilità, che unite alla scelta progettuale diventano importanti per determinare l’impronta personale.

Le scelte di rappresentazione fotografica diventano “significanti” se sono parte della carica emotiva in cui ogni autore “investe” cercando di regalare fermo immagini originali ed irripetibili. Questa è un’epoca 
nuova dove “il viaggio” occupa un posto rilevante nella nostra vita e la macchina fotografica è diventata non solo “compagna di strada” ma anche mezzo di comunicazione. Una nuova ventata di interesse verso i 
continenti e le genti che vi abitano, hanno reso possibile la conoscenza e l’amicizia tra i popoli. Anche se nelle scuole, la Geografia, è stata tolta come materia di apprendimento, non sono riusciti a togliere, ai 
giovani, l’aspetto più importante: la “riscoperta dei luoghi”, la curiosità per l’esplorazione e le relazioni umane.

Marco Meini, giovane fotografo e videomaker fiorentino, fa riferimento 
al grande maestro Cartier Bresson “Le foto non si fanno con la macchina 
fotografica...si fanno con gli occhi, il cuore e la testa”, in questa 
frase egli racchiude il senso della fotografia. Ha percepito questi 
insegnamenti ed ha iniziato a fotografare rapportandosi con il 
linguaggio del fotoreporter, come nel suo lavoro sulla “Stazione in 
movimento” dove ha iniziato ad approcciarsi con la “velocità” (Reportage 
pubblicato nell’agosto 2012 dalla rivista “Photo Professional Canon 
Edition”). 
Il suo lavoro sul viaggio è rivolto verso altri schemi come 
l' emozioni da contatto che si inserisce a pieno titolo nella tradizione 
del neorealismo e della foto sociale. Una fotografia d’impatto dove lo 
sguardo è diretto sull’obiettivo e risponde alla “regola dei terzi” come 
scelta d’impostazione.

I reportage di Marco Meini, si configurano alle nuove visioni dei 
fotografi contemporanei, sono strumento di valorizzazione per le altre 
“dimensioni” e intendono fare partecipe lo spettatore. I suoi racconti 
di viaggio si rapportano con la fotografia o ancor meglio con l’immagine 
riflessa, come in “uno scambio” che avvicina e delimita il riquadro e va 
oltre la conoscenza temporanea. Nelle foto mette in primo piano la 
realtà sociale, ambientale e gli sguardi non contaminati, ma aggiunge 
anche a ricerca per la qualità estetica di primo impatto.

L’autore percepisce questi frammenti di novità e fotografa come 
espressione diretta di un “modus vivendi” partecipato ma non 
convenzionale. “Appunti di viaggio dalla Thailandia” è un racconto per 
immagini che lascia allo spettatore l’illusione di essere presente. 
Meini fotografo, ha scelto il viaggio, per raccontare usi e costumi. I 
suoi scatti sono raccolti in 35 opere in B/N ed hanno in comune la 
semplicità delle forme e la bellezza degli sguardi. Naturalmente come 
fotografo descrive, racconta e riflette una realtà che non giudica ma 
sulla quale vuole porre l’attenzione con i suoi scatti che espone con 
cura e particolari ben definiti.

Le immagini degli “Appunti di viaggio” vengono esposte alla prima mostra 
personale dell’autore, nel giugno del 2013 nella galleria DEA di Firenze 
e sono raffigurazioni forti e sensuali; pongono come obiettivo la luce e 
le ombre dell’umano che comunica attraverso culture “altre”. Inoltre 
questa ricerca fa vedere la “donna giraffa” e la “donna con i denti 
neri” come protagoniste delle scelte di ieri, comparate alle scelte di 
oggi. L'autore, si pone in riflessione, attua una condivisione della 
conoscenza dei luoghi e della dignità umana utile ad avvicinare il 
soggetto all’oggetto raccontato.

Silvana Grippi Agenzia fotogiornalistica Deapress

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Giugno 2013 14:12 )  

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