DEApress

Thursday
Sep 10th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Per ricordare Hasan Atya al Nassar

E-mail Stampa PDF

(di Silvana Grippi e Giulio Gori)

La grande borsa a tracolla che si schiude e rivela una miriade di riviste, di libretti, di fotocopie: dentro ci sono ritagli di poesie, saggi letterari, articoli di giornali da tutto il mondo. Nel bailamme di San Lorenzo, tra i turisti e i bottegai, tra ambulanti che gridano e pendolari che corrono a prendere il treno, Hasan non si arrende alla superficialità e alla fretta, rivendica il diritto alla calma e il dovere a misurare parole di qualità. In un mondo che consuma e brucia, il tesoro contenuto in quella quella borsa che porta sempre con sé è la risposta alla confusione, alla mancanza di umanità. Così, se il corpo stanco di Hasan sembra quasi non volersi muovere, gli occhi color ambra corrono guizzanti dietro a quell'umanità pulsante, eppure perduta: «Poveri stolti», è la chiosa.

Hasan Al Nassar è un poeta. Un poeta superbo. I versi scritti di getto, rimaneggiati infinite volte alla ricerca dell'equilibrio che la sua vita esteriore non sembra avere, riecheggiano lo stile di Vladimir Majakovskij, ma si fondono con immagini del tutto diverse: la vicenda è quella di un esule iracheno senza patria, tra migrazioni di beduini, richiami all'antica Babilonia, ma anche a una profonda cultura musulmana cui non fa da contrappunto la fede, assieme alle scene di una Firenze meno celebrata: quella delle piazze vuote della notte, quella degli autobus, dei vinai, della solidarietà in uno sguardo con un volto sconosciuto. Le lunghe fluttuano tra soggetti diversi - dall'oratore, al pensiero, ai personaggi - in uno spazio-tempo che risulta annullato da una dimensione spesso onirica.

Hasan Al Nassar canta le marginalità, lui che ai margini è stato costretto dalla Storia: giovane giornalista e poeta dissidente, nato nei sobborghi di quella Nassirya che a lui piace chiamare con l'antico nome di Ur, all'inizio degli anni 80 fugge dall'Iraq per il rifiuto di imbracciare le armi.

Due suoi fratelli non hanno la stessa buona sorte, vengono giustiziati come renitenti alla leva. Arrivato in Italia da profugo, qui ottiene il riconoscimento del suo diploma, si laurea in Lettere all'Università di Firenze, frequenta un dottorato all'Orientale di Napoli, si iscrive alla «Lega degli scrittori, giornalisti e artisti democratici iracheni». Comincia a scrivere anche in italiano e la prima raccolta nella nostra lingua arriva nel 1991 con «Poesia dall'esilio» delle Edizioni Dea. Hasan viene citato sulle grandi riviste poetiche internazionali, le critiche sono entusiastiche, per la sua capacità di fondere mondi opposti, evocare immagini talvolta allucinate, di schiudere le porte dei nostri inferi.

Ma la sua anarchia, il suo disordine, gli impediscono di accedere ai piani alti dell'editoria, di crearsi una vita - e non solo un nome - attraverso i suoi versi: la sua poetica, del resto, è legata ai paradisi artificiali che costantemente esercita e rivendica, e che persino imbarazzano alcuni dei suoi amici e sostenitori. «Senza bere, ho scritto solo versi volgari». I suoi sono viaggi, missioni dantesche in un aldilà di sconfitti, di profughi, di nomadi del deserto e delle notti fiorentine, in cui però il paradiso - quell'albero sotto il quale i migranti vorrebbero riposarsi, trovare una patria - non arriva mai.

I riconoscimenti si moltiplicano, il successo commerciale - che gli consentirebbe non un'esistenza agiata, ma almeno il quieto vivere - invece no. Oltre a premi nazionali, è ospite d'onore nel 2005 all'Università di Roma Tre, dove pronuncia la sua lectio magistralis; e a chi gli chiede perché i poeti iracheni non scrivano mai poesie d'amore, risponde «Aspettate da noi poesie d’amore, poesie di un universo svuotato di carriarmati e fucili. Aspettate, perché un giorno saremo anche noi cantori di panorami stupendi, di albe, di mattini che coprono l’acqua del fiume, del sole quando sorge dalle rocce. Io vi dico: quel giorno, aspettate da noi testi che non portino in sé parole come morte, dolore, paura, lutto, desolazione, abbandono».Per Dea, Hasan continua a raccontare sé e i suoi universi: la nuova raccolta di versi «Roghi sull'acqua babilonese» (2003), il cortometraggio «Shaar al Manfa» (2004), la nuova raccolta di versi «Roghi sull'acqua babilonese». Poi, tra numerose nuove poesie, intraprende l'avventura della sua prima opera in prosa, che non vedrà mai la luce.Viene preso in esame dalla prof. Loda che lo cita più volte in alcune pubblicazioni.

Hasan Al Nassar è morto la notte di Natale del 2017, con pochissimi amici rimasti ad aiutarlo e accudirlo. La sua vicenda è lo specchio di una Firenze che non ha saputo capirlo fino in fondo, ma anche di un'editoria che ha trascurato la produzione letteraria islamica, rendendo inaccessibile al pubblico italiano una cultura fecondissima; anche in casi in cui, come per Hasan, non ci sarebbe stato bisogno di alcuna traduzione. Come in «Rovina», quando grida a un mondo indifferente il dramma degli esuli:

Voglio una Patria, voglio

un albero sotto al quale

possano distendersi gli

uomini randagi

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Giugno 2026 16:34 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvio Terenzi . 10 Settembre 2026
PAMELA CASNICO"La solitudine del caos" “La solitudine del caos”, esordio narrativo di Pamela Casnico pubblicato in questo 2026 attraverso YouCanPrint, prende avvio da una contraddizione: conoscere il passato dovrebbe aiutarci a comprendere chi sia...
Silvana Grippi . 10 Settembre 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 Espo...
Fabrizio Cucchi . 08 Settembre 2026
Silvio Terenzi . 08 Settembre 2026
D’Istinti e D’Istanti"SOTTOSOPRA"Ascolta on SPotify Dallo scorso 7 agosto 2026 i D’Istinti e D’Istanti sono tornati in radio con “Sottosopra”, brano ispirato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Il trio, formalizzato nel 2023 con l’ingresso di L...
Silvio Terenzi . 07 Settembre 2026
Mariano Turigliatto"Di qua dal mare" Mariano Turigliatto, già docente, formatore e oggi tutore di minori stranieri non accompagnati, pubblica “Di qua dal mare”, romanzo uscito in prima edizione nell’agosto 2024 e riproposto in seconda edizione nel m...
DEAPRESS . 07 Settembre 2026
Inaugurazione della mostra: "Retrospettiva di Silvana Grippi", Centro D.E.A., 12 settembre 2026. Mostra fotografica: I viaggi di Vanù. Firenze, 7 settembre 2026 –Sabato 12 settembre alle ore 19.00 si terrà l’inaugurazione della mostra fot...
Silvana Grippi . 05 Settembre 2026
Il Centro Didattica-espressione-ambiente (D.E.A.) è arrivato all'ingresso dei suoi quaranta anni di lavoro sociale e cultutale, pertanto intendiamo aprire le attività di settembre con molti incontri e mostre sia a Firenze che in altre parti d'...
Sara Bonafè . 05 Settembre 2026
    Siete invitati alla retrospettiva REPORTAGE DI SILVANA GRIPPI Galleria FurarArt in via degli Alfani 18 R . Firenze   La mostra sarà visibile dalle 9.00 alle 17.00 Serate video dei viaggi di vanù e fabio   INCO...
Antonella Burberi . 04 Settembre 2026
Il 6 settembre torna la Domenica Metropolitana Domenica torna l’appuntamento con i Musei Civici Fiorentini e Palazzo Medici Riccardi gratis per i residenti della Città Metropolitana     Per le famiglie con bambini è in programma Marzocco, il le...

Galleria DEA su YouTube