Attualmente non esiste una legge consuetudinaria che vieta la tortura in ogni parte del mondo, a porre limiti e paletti sono i diritti umani. Seguendo le raccomandazioni del Comitato ONU contro la tortura diventerà presto un reato da perseguire in Italia.
La tutela dei diritti umani è esercitata attraverso la tutela della vita della persona, questi divengono strumenti di protezione contro atti brutali e riprovevoli che ledono la dignità della persona. In Italia l’ Assemblea del Senato ha approvato con modificazioni, un decreto legge che introduce il diritto contro la tortura. Non sarà più considerato reato specifico delle forze di sicurezza, bensì reato generico che può essere commesso da qualsiasi cittadino.
L’iter del Senato della Repubblica prevede una pena di reclusione da 3 a 12 anni per chiunque, con violenza o minacce gravi, infligge ad una persona forti sofferenze fisiche o mentali ovvero trattamenti crudeli disumani o degradanti allo scopo di ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni su un atto che essa stessa o terza persona ha compiuto.
Quella dei “diritti umani” è una conquista recente ma non reversibile. La crescente disinformazione, è, ed è stata fattore che ha preparato il terreno al deterioramento in una società complessa ed in continua trasformazione come la nostra. L’assenza e il non rispetto delle regole, potrebbe sfociare in “anarchia”.
La tutela dei diritti umani rappresenta un filo rosso al quale potersi aggrappare. L’incolumità delle persone è a rischio. Vittime per i segni di violenza subiti. Tale proposta di legge non introduce cambiamenti sostanziali, ma rappresenta un passo importante e decisivo verso la realizzazione di un’esistenza più libera e dignitosa.
Chiara Salvini-DEApress
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