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Korea FILMfest 2013 - Secondo Giorno

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Firenze, 16 marzo

Take Along di  SO JAE-ICK è un cortometraggio di  poco più di tre minuti, selezionato al prestigioso festival di cortometraggi SESIFF Seoul International Extreme - Short Image. é più lunga la trama  che il corto. Un ragazzo indispettito, mentre aspetta  alla  fermata dell'autobus riceve la telefonata della sua, presunta ex. Mentre, inferocito, si allontana dalla fermata non si accorge  di aver inavvertitamente intrecciato il suo braccio col filo dell'Ipad della  ragazza  seduta accanto  a lui. Nella  vana  speranza  di riprendersi l'auricolare, la ragazza  segue, ed  aspettando educatamente la  fine della conversazione, sembra  innamorarsi  del ragazzo, fino a  quando lui, terminata la  burrascosa  conversazione, si volta ed incontra il volto angelica della ragazza.  Storia  banale ed inverosimile ma  girata bene.

                                                                                                                                                                                                             trailer :http://www.youtube.com/watch?v=O-tykPSZ3xs&feature=player_embedded

“The King of Pigs” di Yeun Sang Ho. La pellicola, presentata a Cannes nel 2012, narra le vicende di  Kyung-min che in un raptus di follia uccide sua moglie. Come nulla fosse subito dopo il fatto, decide di invitare fuori per cena un suo ex amico che non vede da 15 anni. Questo è il primo lungo metraggio animato del regista che analizza  la  crudeltà della  natura  umana  ed il fenomeno allarmante del bullismo. Una  fotografia nuda e cruda della  società  coreana, dove i bambini imparano subito il sopruso . In una scuola  apparentemente  assente ed  inerme l'essere  parte  del gruppo dominante  a qualunque costo  è  l'unica via d'uscita per  sopravvivere. Il regista , con un budget di soli 150.000 dollari ha realizzato un film d'animazione, a differenza degli altri  più commerciali, si rivolge rigorosamente adulti, essendo un thriller crudele di due compagni di scuola media riunitisi 15 anni dopo la laurea. Il film rivela una storia scioccante di morte amara e oscurità e lo stile cupo visivo va con esso. Le performance degli attori vocali "e il lavoro di animazione sono impressionanti. Il film lancia anche una visione seria e critica sui temi sociali. Va da sé che i personaggi “The King of Pigs” sono la personificazione dei koreani nella società moderna.

Il  triste pomeriggio  volge  al  termine  con "Her Story"di  KIM JUN-KI.

                                                                                                                                                                                                                                  trailer: http://www.youtube.com/watch?v=icIPKHicduw

Niente di peggio  che  un cortometraggio animato che ci sbatte in faccia  la  crudeltà della  guerra  ed il peggio degli uomini, in particolare dei soldati. Ambientato nella  Corea del sud in un piccola  villaggio invaso dai giapponesi, un fiero padre di famiglia viene imprigionato perchè si rifiuta di consegnare i ciotoli, utili a  fini bellici. La figlia  quindicenne, innocente, ingenua  contadina preoccupata , si reca  alla prigione insieme al sindaco del villaggio. Il padre le ordina di tornare  a casa  e  di non tornare più. Facendo leva  sull'amore  della ragazzina  verso il padre i giapponesi inviano il sindaco con la proposta  di liberare il padre a condizione che la ragazzina andasse  a  lavorare  pressoun fabbrica  giapponese  per un periodo minimo di due anni. Spinta  dall'amore  verso il padre  e forse, dal rispetto verso il sindaco accetta, lasciando la madre vecchia  da  sola. Purtroppo dopo  svariati giorni di viaggio arriva in un campo militare  e  si scontra con la realtà. Non era  divenuta un'operaria dell'impero giapponese bensì una prostituta. Un giorno un soldato giapponese ubriaco la violentò, e  rifiuntandosi  di continuare quella vita, venne drogata rendendola così  totalemente accondiscendente. Nelle  visite  prestabilite di controlli medici, la ragazzina poteva vedere il villaggio e la gente che nonostante la guerra cercava di andare  avanti. Finita la guerra  ed  avendo i  giapponesi perso, questi iniziano una lenta  uccisione a mezzo di fucilate delle  ragazzine rinchiuse nel campo. Solo l'invio di un messaggio agli alleati tramite  un soldato coreano all'interno del campo mise  fine  alle  violenze. Tornata in patria drogata e sola, il padre era morto in prigione, non venne mai liberato. La madre  sola  e vecchia  morì. Iniziò a disintossicarsi  ed a  cercare  giongo dopo giorno di sopravvivere. Meraviglioso film d'animazione crudo e vero sulle  violenze  che ogni guerra usa contro gli essere  più deboli  le  bambine. Usate  come merce  di godimento e  uccise senza ritegno a  fine uso. Vergognoso atteggiamento che purtroppo si registra anche oggi. Un cortometraggio che merita di essere  visto e  fatto vedere per  ricordare.


Maria Grazia Silvestri

info@x-kombat.com

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Maggio 2013 15:41 )  

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