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Arctic Sunrice, attivisti Greenpeace incriminati per pirateria

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Malgrado le affermazioni del presidente russo Vladimir Putin che  la settimana scorsa ha accusato e fatto fermare gli attivisti di Greenpeace er poi ritrattare con ''ovviamente non sono pirati'', ha lasciato che la giustizia facesse il suo corso. Così sono state confermate le accuse di pirateria ai  ventotto attivisti Greenpeace e ai due giornalisti che hanno partecipato al blitz di protesta contro le trivellazioni di Gazprom nell'Arctico. Tra di loro c'è anche un italiano, Cristian D'Alessandro di Napoli.

Per gli attivisti  è stata definita una detenzione di due mesi nella città di Murmansk. Alcune fonti riportano che le condizioni in cui si trovano sono molto dure.

Il padre dell'attivista italiano racconta che i giovani sono provati e stanno insieme ai detenuti comuni. Per il direttore internazionale di Greenpeace , Kumi Naido, si tratta di ''un'accusa sproporzionata ed estrema, un attacco al principio stesso della protesta pacifica''. Inutili gli sforzi diplomatici, anche l'attivista italiano si è visto confermare l'accusa di pirateria dalla Commissione investigativa russa, un reato che prevede fino a 15 anni di reclusione.

Il padre dell'attivista italiano ha esortato l'Italia a mettersi a fianco del governo olandese, che ha annunciato la presentazione di una causa al Tribunale Internazionale per la legge del mare, per cercare a recuperare la nave di Greenpeace Arctic Sunrice, battente bandiera olandese.

La versione di  Greenpeace è che la nave si trovava in acque internazionali, mentre per i russi l'Arctic Sunrice si trovava in una zona economica di loro pertinenza.

Fonte: La Repubblica

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Ottobre 2013 10:38 )  

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