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3500 "addestratorii" per l'intervento in Libia

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La Libia vive nel caos e la guerra tra bande è permanente. L'intervento in Libia con truppe di terra è in preparazione.

Nelle regioni libiche intanto si scontrano, a varie riprese, milizie appartenenti a gruppi dei due sedicenti governi e i paesi autori del caos libico stanno già attuando bombordamenti mirati con "forze speciali" . La preparazione dei corpi speciali, forse,  avviene nelle  basi militari della Sicilia e Sardegna e sono avvolti nella segretezza assoluta.

A Tobruk, vicino al confine egiziano, i combattenti aspirano al controllo della Cirenaica, nella Tripolitania c'è una forte dominante dei Fratelli musulmani mentre nella Sirte, che è nel mezzo, si trovano la maggioranza dei combattenti del califfato (isis).

In Italia a scapito della nostra Costituzione,  il controllo è affidato al Presidente del Consiglio, con scarso coinvolgimento del Parlamento. Quello che è trapelato è che sono stati preparati per l'intervento circa 3500 "addestratori" e sono prossimi alla partenza.

C'è una alternativa  alla guerra?

Penso di sì. Bisogna intervenire seriamente per ricostruire l'unità libica, dare fiducia e lavorare per la pace tra le tante componenti, l'economia e la vita sociale. Il popolo libico  ha subito varie aggressioni e se noi partecipassimo all'intervento si creerebbero i presupposti per future sciagure e disatri irrecuperabili. L'intervento potrebbe essere considerato un'impresa neocoloniale e darebbe il fianco ad una escalation di ritorsioni.

La  nostra costituzione (e il diritto internazionale) non prevede la guerra e noi non vogliamo che ciò accada.

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Aprile 2016 15:56 )  

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