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#365GiorniSenzaGiulio.

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Ad un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni viene reso pubblico un video in cui Giulio viene ripreso a sua insaputa mentre risponde con un diniego ineccepibile alla richiesta di denaro del capo dei venditori ambulanti Mohamed Abdallah: “Io sono un ricercatore, il programma è della Gran Bretagna… quei soldi non sono miei, non ne dispongo. Puoi presentare un progetto e confidare sia accettato”. Al termine della registrazione la voce del sindacalista egiziano: “Qui ho finito di registrare, venitemi a togliere l’apparecchiatura” conferma, come ammesso da lui stesso, che aveva denunciato Giulio alla National Security Agency e che raccoglieva “prove” per suo conto.

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni oggi twitta: 

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E a me viene in mente una notte del maggio 2016, quindi a 4 mesi di distanza dalla scomparsa di Giulio, nella quale il gruppo Verità per Giulio - su Twitter @giuliosiamonoi -  rilevò da una segnalazione che, in piena crisi diplomatica, sul sito della Farnesina era comunque presente la proposta di borse di studio per l’Egitto. Come capita su Twitter, si scatenò l’inferno: la Farnesina fu bombardata di tweet e nella notte sparirono le borse di studio dal sito. Verità per Giulio (account nato il 30 marzo 2016 su iniziativa del collettivo autore di diverse pubblicazioni @LouPalanca), curato da un gruppo di utenti volontari, si è impegnato a pubblicare ogni giorno almeno un tweet per mantenere alta l’attenzione su Giulio e da allora non ha mai smesso, coinvolgendo nelle iniziative personaggi ed eventi, come Mauro Biani (fumettista, vignettista e blogger: le sue “vigne” su il Manifesto sono famose per la grande capacità di sintesi sociale e politica, attentissima ai diritti umani); Valerio Mastrandrea al Festival di Venezia 2016 si  è fatto portavoce di tantissimi attori e registi che hanno indossato il braccialetto giallo preparato dal gruppo; il Festival di Cannes 2016 è stato una ininterrotta dedica a Giulio e Ken Loach, vincitore della Palma d’Oro, non ha mancato di rendere visibile il braccialetto, insieme a molti altri.

La sensazione è che senza l’impegno “dal basso” la vicenda di Giulio sarebbe già stata dimenticata, le istituzioni mantengono un profilo estremamente cauto, al di là dei tweet di promesse d’impegno. Vorrei anche ricordare che Giulio era ancora vivo, lo stavano torturando, quando le rispettive diplomazie si sono messe in contatto. L’Egitto ha una situazione generale estremamente fragile, la repressione violenta dell’opposizione e di tutti i diritti umani è continuamente documentata, ma gli interessi economici dell’Italia nel paese sono importanti e la pressione sull’Egitto è stata ed è estremamente deficitaria, twittare non può essere considerato impegno per i rappresentanti della politica estera: Giulio era cittadino italiano ed è stato ucciso dallo Stato che lo ospitava, e bisogna fare i conti con i fatti dietro la cui manipolazione  non ci si può più nascondere.

Oggi aggiungiamo l’ennesimo hashtag, #365GiorniSenzaGiulio, dopo #veritàperGiulio #GialloPerGiulio #braccialettigialli, #NeroPerGiulio, e tantissimi altri per non smettere di chiedere allo stato di essere Stato.

Amnesty International ha organizzato una manifestazione a Roma all’Università La Sapienza che inizierà alle 12,30 con il saluto del Rettore. Molti interventi: Stefano Catucci, del Senato Accademico Sapienza; Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia; Luigi Manconi, presidente di A buon diritto e della Commissione straordinaria diritti umani del Senato; Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili; Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana; Carlo Bonini, giornalista de La Repubblica. Nel corso della manifestazione saranno letti estratti dei diari di viaggio di Giulio Regeni e, in collegamento telefonico, i suoi genitori Claudio e Paola Deffendi (Donna dell’Anno 2016, titolo di cui avrebbe fatto volentieri a meno)

A tutti i partecipanti sarà dato un cartello con un numero, da 1 a 365, per ricordare i giorni che sono passati dalla scomparsa di Giulio. Numerose le fiaccolate in ogni parte d’Italia, le fiaccole verranno accese tutte alle 19.41, l’ora in cui Giulio Regeni fu visto per l’ultima volta.

La società civile esce dai social, quando serve. Aspettiamo lo faccia anche la rappresentanza politica. 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Gennaio 2017 10:52 )  

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