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Cosa prevede l'accordo sul nucleare iraniano?

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Lo storico accordo sul nucleare iraniano – che potrebbe segnare una nuova fase nelle relazioni tra il paese mediorientale, gli Stati Uniti ed Unione Europea – è ormai cosa fatta. Ecco, in breve, cosa prevede il piano concordato a Vienna tra l'Iran ed il gruppo dei 5+1.

Il nucleo dell'accordo verte sulla riduzione pari a due terzi della capacità di arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran. È previsto, in proposito, il blocco completo dell'impianto per l'arricchimento di Fordow. Inoltre, il paese mediorientale si impegna a ridurre del 96% le scorte di uranio a basso arricchimento, diluendolo o spedendo una parte delle scorte all'estero. Un altro punto impone la rimozione del nucleo del reattore della centrale nucleare di Arak, il quale sarà riprogettato in modo da ridurre significativamente la capacità di produrre plutonio.

Sul versante dei controlli e delle sanzioni, l'Iran si impegna a consentire agli inviati dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) di ispezionare i siti nucleari civili e militari, nel caso in cui l'Onu sospettasse attività legate all'arricchimento dell'uranio. Una volta che l'Aiea avrà verificato la corretta attuazione del piano concordato, si procederà alla rimozione delle sanzioni economiche da parte di Nazioni Unite, Stati Uniti e Unione Europea. Le restrizioni al commercio di armi con l'Iran rimarranno in vigore per altri cinque anni, mentre quelle per i missili e la tecnologia balistica per otto anni.

In caso di sospetti circa il mancato rispetto degli accordi da parte dell'Iran, un'apposita commissione avrà 30 giorni di tempo per dirimere la controversia. Dopodiché, in caso di esito negativo, la competenza passerebbe al Consiglio di sicurezza dell'Onu, dove il veto di un membro permanente sarebbe sufficiente ai fini della reintroduzione delle sanzioni.

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