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"E' una guerra di civiltà?"

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Nella millenaria storia dell'uomo, si è formata la consapevolezza che un conflitto bellico, una guerra non sia per forza un fattore di disgregazione, di distruzione. Numerose sono le teorie sociologiche e politologhe che hanno tentato di spiegare come la guerra sia necessaria o benevola per così dire; tante sono state le figure politiche di rilievo che ne hanno usufruito per il consenso: tra gli esempi più importanti si ricordano alcuni presidenti made in USA (Nixon, Kennedy) ed altri come il sovrano inglese Giorgio VI.

Dall'avvento delle prime forme di terrorismo (ben prima del crollo delle Twin Towers), si è evoluta la concezione di guerra, non solo dal punto di vista bellico ma anche da un lato più infomativo: i contesti di guerra sono continuamente esasperati, perché la logica mediale impone decisioni di mercato adeguate. In un certo senso il gioco mediatico che si insinua ogni qual volta accadde un fatto increscioso, non fa che venir incontro al movente delle guerre moderne.
Qui il riferimento al conflitto contro l'estremismo islamico dell'ISIS è semplice, perché di questo si tratta: un continuo martellamento psicologico, creato con tanto piccoli (eufemisticamente parlando) eventi allo scopo di minare la sicurezza delle persone.

Parlando di Islam molti si chiedono se questo contrapporsi tra bene e male, tra Occidente e Oriente non sia uno scontro tra civiltà: ma non è facile capire come possa essere definito ciò. Risulta piuttosto incongruente parlare di civiltà quando si ha a che fare con la guerra.

Al termine civiltà potremmo accostare quello di cultura: tra le interpretazioni a cui si prestano entrambi, ci sono quelle che mostrano similitudini ed altre che al contrario mostrano una logica incoerente. Questo perché dal termine cultura si possono trarre accezioni di ogni tipo, mentre di solito la civiltà viene intesa come un benessere, un progresso, che produce un modo di vivere positivo; un prodotto che si è evoluto nel tempo e di cui tutti o quasi beneficiano (o dovrebbero beneficiarne).

Molti per collegarsi alla cultura indicano il movente della religione, perché è più facile discriminare quale sia quella più "libera". Ma qui si aprirebbe un universo di opinioni contrastanti che dilungherebbe il discorso. Giusto per dirne una: nei precetti islamici, considerati dalla massa avversi all'Occidente, la forma di saluto utlizzata quando si incontra qualcuno ha un significato positivo, lo stesso che si prefigura nel gesto cattolico dell'" andate in pace".

La religione è certamente inerente poiché conferisce quegli ideali di base che spingono poi ad agire. Ma ci si limita fino a qui, visto che la violenza perpetrata non può trovare giustificazioni nel credo e nel fede; non è più religione, è fanatismo, mancanza di equilibrio, di cognizione. E dunque non può essere civile chi si spinge oltre ogni limite umano per arrecare danno.

Nelle stragi ci sono motivazioni anti-cultura, non solo politiche ed economiche; Parigi, diventata simbolo dell'oltraggio alle libertà e ai diritti degli individui, è stata scelta perché "simbolo della perversione, degli abomini" . Dunque attaccata perché nemico culturale, attaccata per dimostrare come i principi occidentali siano troppo deboli che "la loro forza è direttamente proporzionale alla nostra debolezza, al nostro disorientamento, alla nostra incapacità di dare risposte convincenti a una disperata richiesta di significati". Perché cultura è (soprattutto) questo, dare significato a qualcosa materiale e non, per giustificare le azioni e i gesti che facciamo.

Non è utile indicare i conflitti come guerre di civiltà perché oltre ad un mero significato c'è di più: la moltitudine di credenti islamici non può certo essere riunita sotto un'unica idea di civiltà perché non si tratta di un gruppo omogeneo; tante sono le persone e tanti sono gli stili di vita. E allora sembra opportuno confinare la guerra al contesto " di terrorismo", più specifico e definito entro confini più facili da mantenere.

Il tema dello "scontro tra civiltà" è stato già trattato in passato: tra i più importanti studi si ricorda quello della teoria progressista di Samuel Huntington, più volte criticata per il fatto di essere troppo "pigra". Il fattore chiave anche qui è la religione, l'unica che riesce a definire le appartenenze, le divisioni in contrasto, le "faglie". Ma lo stesso Huntington è consapevole di come, né la civiltà oggi egemone (quella Occidentale), né tanto meno il suo "stato guida" (gli USA), siano disponibili a condividere la loro posizione privilegiata con altri potenziali "stati guida". E di fronte alla critica il carattere religioso viene meno: anzi viene limitato da molti altri fattori rilevanti quali il colonialismo, il petrolio, la globalizzazione, l'intervento occidentale in presunte missioni di pace e giustizia. Senza contare il bisogno di fare un po' di autocritica, riconoscere gli errori e le colpe fatte, cosa tutt'altro che condivisa alle alte sfere decisionali. Alla stessa conclusione arriva Huntington, che più che dettare le regole, auspica un futuro di quel tipo.

Se dell'Islam è stato detto di tutto e di più, ciò non toglie che l'Occidente sia esente da colpe. Come detto prima c'è la necessità di capire dove sia giusto intervenire e soprattutto perché, mentre invece le potenze occidentali sembrano rimanere imperturbabili nei loro capisaldi di giustizia. Si denota forse un senso di arroganza in questo? Probabilmente si. L'equilibrio mondiale è sempre stato fragile e lo sarà sempre nel momento in cui ci saranno fazioni che si innalzano sopra gli altri e li obbligano a comportarsi di conseguenza. In parte si spiega anche così lo scontro: un fondamentalismo islamico che vede nell'occidente una prepotenza e un'ingiustizia troppo grande da subire.

In conclusione non sembra opportuno parlare di "guerra di civiltà": ci si avvicina con il termine cultura. Ma troppe sono le motivazioni, troppe le differenze per poter identificare le civiltà a conflitto. E non è così che si spiega un voragine di sangue e violenza, a cui per ora non si trova rimedio.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Giugno 2017 11:07 )  

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